Cronaca

In Città vecchia e Paolo VI va a ruba anche il legno


In tempi di crisi sembra che anche i ladri abbiano abbassato le pretese. Ci si accontenta di poco: c’è chi ruba le monete dai distributori di bevande, chi ha imparato a rubare le marmitte delle auto e chi, in Città vecchia come a Paolo VI, si è industriato per saccheggiare le recinzione.

 

Per intenderci, nel centro storico, si tratta dell’edificio caduto sotto i colpi della pioggia e del vento che hanno imperversato il 26 novembre, data nefasta per i tarantini, e soprattutto per gli stattesi, per via del tornado che si è abbattuto sull’arco ionico.

 

“Il furto” è stato segnalato anche dal Comitato promotore Rigeneriamo Piazzetta Vico Via Nuova: «Il cantiere in sicurezza è stato violato. I “predatori” sono entrati incuranti del pericolo ed hanno portato via le travi in legno, comprese quelle che erano state poste, prima del crollo, a sostegno dell’edificio, al fine di imbragarlo per mantenerlo in vita».

Il Comitato è lo stesso che, prima del crollo, per la precisione il 2 novembre, aveva messo in guardia l’Amministrazione comunale del pericolo derivante dallo stato di precarietà dell’immobile. Sono gli stessi che hanno stilato una petizione, sottoscritta da 300 tarantini, per riqualificare l’area che si trova accanto alla chiesa San Giuseppe. Ieri mattina, invece, è stato il turno di Paolo VI. Alcune unità dell’Amiu e della Polizia Municipale sono intervenute a Paolo VI, al Parco del Mirto, per recuperare un centinaio di metri di recinzione di legno rimossa da ignoti e accatastata, pronta per essere portata via.

 

«Comportamenti incivili – dicono da Palazzo di Città – che feriscono la comunità e danneggiano il patrimonio comune».

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