13 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 13 Maggio 2021 alle 08:42:20

Cronaca

Arpa diffida Italcave. “Quei comunicati sono illeggibili”


I tir continuano ad arrivare dalla Calabria. Solo ieri ne sono giunti ventotto. Il protocollo organizzativo prevede che siano le discariche a comunicare l’arrivo dei tir con i relativi codici Cer identificativi dei rifiuti da smaltire.

 

Ebbene, in queste settimane di maggiore affluenza, ovvero di smaltimento di circa mille tonnellate al giorno dei rifiuti con codici Cer 19.12.12 e 19.05.01 all’Arpa le comunicazioni sono arrivate “sbiadite”.

 

Formati digitali che non consento all’agenzia di prevenzione, titolata a controllare gli smaltimenti, di eseguire il proprio compito correttamente.
Da qui la diffida inoltrata in queste ore alla discarica Italcave affinché vengano inviate comunicazioni in formati leggibili e chiari.

 

La questione non è di poco conto, perché nella discarica di contrada La Riccia-Giardinello, sulla strada provinciale che collega Taranto a Statte, stanno giungendo i rifiuti della Calabria.

 

Da alcuni mesi l’emergenza esplosa nel versante a Sud della Calabria ha attivato il solito iter di smaltimento.

 

Solito perchè le discariche del tarantino per rifiuti speciali vengono spesso utilizzate per sopperire all’emergenza delle altre Regioni italiane. Si ricorderà nel 2008 il caso Salento e nel 2010 la Campania da dove, comunque, continuano ad arrivare i rifiuti dagli stir. Prima doveva essere l’Ecolevante a raccogliere i rifiuti calabresi, poi, non si sa bene perchè, i tir sono stati dirottati verso l’Italcave.

Dall’1 febbraio scorso, giorno dopo il sequestro della discarica di Melicuccà in Calabria, i rifiuti sono giunti qui a Taranto.  Prima una decina di camion al giorno per una media complessiva di rifiuti che si aggirava sulle 400 tonnellate. Poi l’incremento. Ieri, infatti, ben ventotto tir hanno varcato i cancelli di contrada La Riccia-Giardinello e l’entità di rifiuti smaltiti sfiora le mille tonnellate. Ma ad allarmare maggiormente è la carenza di comunicazione circa l’entità totale dei rifiuti da smaltire qui a Taranto.

 

Nessuno, nè Regione, nè Provincia e ancora meno Comune di Taranto, sono stati avvisati. “Si andrà avanti fino a cessata esigenza” diceva il commissario per l’emergenza dei rifiuti in Calabria, Vincenzo Speranza ai primi di febbraio. Ma, seppure dalle strade di Reggio Calabria, Catanzaro e degli altri Comuni a Sud della Calabria i sacchetti di spazzatura stanno scomparendo, ancora nessuno ha certezza su quando finirà questa emergenza.

 

Si viaggia nell’incertezza anche qui a Taranto ed intanto anche le comunicazioni poco chiare creano ulteriore disagio e difficoltà agli organi preposti per il controllo.  Intanto si resta in silenzio. Regione, Provincia e Comuni dicono di avere le mani legate dalla legge che consente lo smaltimento libero dei codici Cer per i rifiuti speciali, ma nella fattispecie si tratta di rifiuti derivati da trattamenti di Rsu (rifiuti solidi urbani). La Regione ha fatto ricorso per bloccarli. Ma si attende il pronunciamento del Consiglio di Stato.

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