Cronaca

Aumentano gli abusivi. Bene i controlli, ma ora tocca ai sindaci

Meccanici e carrozzieri, l’appello di Confartigianato

Carrozziere al lavoro
Carrozziere al lavoro

«L’abusivismo in tutta la provincia di Taran­to cresce sempre più anche nel settore dell’autoriparazione e, coerentemente con analoghe contestuali azioni attivate per quel che attiene altri comparti fra cui acconciatura ed estetica, non intendiamo mollare di un centimetro la pressione nei con­fronti della pubblica opinione e l’azione di sprone e collabo­razione con le autorità preposte per sollecitare la preoccupante situazione».

È l’appello lanciato da Confar­tigianato Imprese Taranto in merito al proliferare dell’abusi­vismo commerciale.

«Le azioni di repressione e di sequestro effettuati in questi giorni dalla Polizia di Stato non possono che farci piacere e so­prattutto danno un segnale di attenzione alla categoria tutta, quella regolare, quella che tra mille sacrifici continua ad ope­rare alla luce del sole, garanten­do economia ed occupazione al territorio. I danni derivanti da questo fenomeno – spiegano dalla Confartigianato di Ta­ranto – sono molto sentiti dagli operatori regolari. Sappiamo che non è facile, che occorre la collaborazione di tutti, anche dei cittadini automobilisti, che hanno il dovere di garantire la sicurezza certificata del proprio mezzo».

«A tal fine, riteniamo molto utile avviare un serio confron­to con i sindaci, responsabili diretti del controllo della rego­larità delle attività produttive nei comuni, su come far fronte alla situazione che si sta aggra­vando sul versante della pratica abusiva della attività per ricer­care insieme un’azione con­giunta efficace di prevenzione, controllo e repressione verso tutti coloro che irregolarmente si presume operino nel settore facendo concorrenza sleale alle attività regolari che ogni gior­no lavorano nel pieno rispetto delle regole e degli adempi­menti fiscali e normativi. Come Confartigianato Taranto, forte delle istanze provenienti dalle oltre 200 imprese tra mecca­nici e carrozzieri associati, si mette a disposizione per offri­re la massima collaborazione delle amministrazioni e delle autorità preposte. Chiediamo di intensificare i controlli contro l’abusivismo, confidando però doveroso evidenziarlo – che non si finisca poi di control­lare sempre e solo le imprese iscritte alla camera di commer­cio, quelle che hanno nume­ro di casa, per intenderci. Le periferie, i garage, i box auto, le campagne sono piene, pur­troppo, di attività in nero svolte da persone che col mestiere di meccatronico e carrozziere nul­la hanno mai avuto a che fare. L’estensione di questa forma di concorrenza sleale non è deter­minata soltanto dalla conoscen­za personale dei clienti (soprat­tutto parenti e amici), ma anche da una proficua attività di mar­keting pubblicitario (bigliettini da visita e social), dal guadagno diretto su cui non pagano tassa alcuna e da una complicazione nei controlli, poiché le forze dell’ordine dovrebbero essere in possesso di regolare manda­to di perquisizione per accedere nelle proprietà private».

«Lo stato di crisi perdurante fa­vorisce questo tipo di mercato clandestino poiché sono sempre meno gli utenti che preferisco­no spendere qualche soldo, pur a lor serio rischio e pericolo, in mancanza di qualità certificata e garanzie per il cliente. L’im­presa regolare si trova poi gra­vemente stretta nella morsa di un mercato spietato – conclude Confartigianato – dove il mec­canismo delle lunghe garanzie offerte dai costruttori delle auto e l’incentivazione a cambiare la macchina dopo pochi anni ha escluso le tantissime imprese non concessionarie da un bella fetta di profitto, mentre il parco macchine vetusto invece viene attratto dalla falsa convenienza dell’abusivo».

 

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