23 Ottobre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 23 Ottobre 2021 alle 07:41:58

Cronaca

L’autogol di Minervini che scarica l’Arlotta a vantaggio di Bari


TARANTO – L’aeroporto Arlotta di Grottaglie-Monteasi, strategico eppure non considerato.

 

La recente relazione del ministro Passera sugli aeroporti italiani di maggiore valenza ha riacceso gli animi sul futuro dello scalo ionico. Uno scalo definito da Aeroporti di Puglia e dalla Regione a vocazione cargo, ma che ha tutte le potenzialità per diventare anche uno scalo passeggeri.

 

Il dubbio è perchè ci si accanisce contro il decollo dell’Arlotta? Lo aveva detto il sindaco di Monteiasi, Salvatore Prete in una recente intervista pubblicata su Taranto Buonasera, lo ribadisce oggi anche il consigliere provinciale del Pd, Luciano Santoro.

“Un territorio come il nostro non può permettersi di tenere in stato di abbandono una struttura strategica come l’Arlotta. L’ultimo episodio in ordine di tempo è il mortificante trattamento riservato alla compagnia e ai passeggeri in partenza per Lourdes. Servizi inesistenti, costi esorbitanti e chi più ne ha più ne metta. Ma senza voler entrare nel merito di quanto accaduto, pur notando che l’amministratore di Aeroporti di Puglia, Domenico Di Paola, abbia irrispettosamente minimizzato, ho un quesito da porre. Ci è stato più volte detto che la vocazione dell’Arlotta fosse quella cargo. Bene, pur non rinunciando al sogno di far partire voli civili, noi potremmo accettarlo. Dobbiamo però constatare che Aeroporti di Puglia e la stessa Regione sembrano non voler dare corso nemmeno allo sviluppo del sito in chiave commerciale. Eppure, lo scalo ionico ha una piastra logistica aeroportuale avanzata, una pista di oltre 3 km e la garanzia di tutti i servizi necessari per un utilizzo della struttura, tant’è vero che è a servizio di una multinazionale come Alenia Aermacchi. Utilizzare lo scalo per attività cargo è dunque non solo possibile, ma redditizio, solo che non si è voluto finora consentirlo. Perché? Credo che occorra ripartire dalla bocciatura unanime del piano Passera – conclude Santoro – per prendere un impegno concreto da consegnare al nuovo Governo: l’inclusione dell’Arlotta nel piano nazionale degli aeroporti come scalo commerciale e la seguente attivazione delle procedure per il suo definitivo rilancio”.

 

Contro la Regione e contro il governo nazionale si esprime anche la Uil Puglia che, per voce del suo segretario generale, Aldo Pugliese chiede una rete funzionale come volando al rilancio dell’economia regionale. “Forse è il caso di ricordare che gli scali aeroportuali pugliesi sono 4 – scrive Pugliese. Ma se l’avversione a prevedere una progettazione concreta per il rilancio delle infrastrutture di Grottaglie e Foggia è un dato di fatto tanto incomprensibile quanto consolidato, lascia basiti invece la posizione dell’assessore regionale ai trasporti Minervini, che considerando strategico solo l’aeroporto di Bari, retrocede a scalo di seconda fascia anche Brindisi. E’ positivo che la riforma, profondamente penalizzante per la nostra regione, si sia arenata. Tuttavia è inconcepibile che un assessore regionale, che dovrebbe puntare ad un equo sviluppo del territorio, inserisca solo Bari tra gli aeroporti strategici di livello europeo – e quindi in grado di puntare ai finanziamenti europei – per le sue caratteristiche infrastrutturali e volumi di traffico. Così si ammette la non volontà di investire su Brindisi, Taranto e Foggia. Incorrendo, sia chiaro, in un clamoroso errore, in un beffardo autogol”.

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