Cronaca

Rifiuti dalla Calabria, qualcosa ora si muove

Giampiero Mancarelli
Giampiero Mancarelli

 

Meglio tardi che mai! Solo ieri l’assessore provinciale all’Ambiente, Giampiero Mancarelli si è deciso a prendere carta e penna per cominciare a far luce sull’arrivo dei rifiuti dalla Calabria.

 

Sono esattamente 14 giorni (dall’1 febbraio escluse le domeniche) che i tir calabresi stanno facendo capolino alla discarica “Italcave” per smaltire i rifiuti con codice Cer 19.12.12 e 19.05.01.

 

Prima una decina di camion al giorno per una media complessiva di rifiuti che si aggirava sulle 400 tonnellate. Poi l’incremento. Il 14 febbraio, infatti, ben 28 tir hanno varcato i cancelli di contrada La Riccia-Giardinello e l’entità di rifiuti smaltiti sfiora le mille tonnellate.

 

Alla discarica per rifiuti speciali dovrebbero già essere arrivate circa 4mila tonnellate di rifiuti dalla Calabria. Esattamente il doppio di quanto l’assessore Mancarelli segnalava a metà della scorsa settimana.

 

In pochi giorni i carichi si sono raddoppiati e senza sapere esattamente quando finiranno. Ad allarmare maggiormente è la carenza di comunicazione circa l’entità totale dei rifiuti da smaltire qui a Taranto. Nessuno, nè Regione, nè Provincia e Comune di Taranto, sono stati avvisati.

“Si andrà avanti fino a cessata esigenza” diceva il commissario per l’emergenza dei rifiuti in Calabria, Vincenzo Speranza ai primi di febbraio. Ma, seppure dalle strade dei Comuni a Sud della Calabria i sacchetti di spazzatura stanno scomparendo, ancora nessuno ha certezza su quando finirà questa emergenza. Si viaggia nel dubbio anche qui a Taranto così come si evince dalle parole che Mancarelli scrive al commissario ed al prefetto di Taranto: “Faccio seguito ai rapporti intercorsi per le vie brevi per parteciparVi, d’intesa e sentiti gli uffici Regionali e i sindaci di Taranto e Statte che mi leggono per conoscenza, l’assoluta carenza di notizie ufficiali circa le determinazioni da Voi assunte per il conferimento di rifiuti provenienti dalla Calabria e destinati ad Italcave. Pertanto si ritiene necessario ed urgente, come concordato e deciso con gli uffici della Regione Puglia e con i Sindaci di Taranto e Statte, fornire con cortese sollecitudine comunicazioni ufficiali circa la natura e le qualità dei rifiuti, eventuali trattamenti e quantità dei medesimi”.

 

Ed intanto le comunicazioni poco chiare creano ulteriore disagio e difficoltà anche agli organi preposti per il controllo. L’Arpa ha avuto già qualche difficoltà nel ricevimento delle notifiche da parte della discarica. “Comunicati illeggibili” che impediscono di avere un quadro chiaro della situazione. E’ partita la diffida.

 

Intanto, attraverso le colonne di Taranto BuonaSera sia il sindaco di Statte, Angelo Miccoli che l’ambientalista Vincenzo Conte avevano chiesto la riapertura dell’Aia per tutte le discariche dell’area tarantina. Un’autorizzazione su cui si fonderebbe, invece, la possibilità di “limitare” l’accesso sul territorio ionico di quantità esorbitanti di rifiuti. “Siamo il territorio – sosteneva Miccoli – in cui si concentrano più discariche per rifiuti speciali che hanno ottenuto autorizzazioni per lo smaltimenti di una quantità di rifiuti tale da consentire che arrivino anche da fuori Regione”. L’istanza per la riapertura dell’Aia era partita due anni fa ed era stata sollecitata da Mancarelli a dicembre scorso, in occasione della denuncia da parte della Commissione parlamentare per i codici Cer contraffatti, ma solo per le discariche Ecolevante e Vergine. Solo oggi, Mancarelli chiede alla Regione la riapertura delle procedure per tutte e tre le discariche e quindi anche per l’Italcave che in questo momento è l’unica a ricevere i rifiuti dalla Calabria.

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