08 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 08 Maggio 2021 alle 08:30:10

Cronaca

Un boato, poi il fumo nero: paura all’Ilva. Un guasto all’Afo/5


“L’azienda ci ha segnalato ‘emissioni anomale’. Stiamo verificando”. Poche parole, quelle della dottoressa Spartera dell’Arpa, ma che danno il senso dell’allarme vissuto questa mattina a Taranto sul fronte Ilva.

 

Diverse le telefonate arrivate al centralino dei vigili del fuoco, attorno alle 9.30, per segnalare “un grosso boato” e, poi “una colonna di fumo nero” levarsi dalla grande fabbrica dell’acciaio che incombe sulla città. Immediatamente l’allerta è stata girata all’agenzia regionale per la protezione ambientale, che ha mandato i suoi uomini a varcare i cancelli dell’Ilva.

 

Per tutta la mattina non c’è stato alcun tipo di comunicazione ufficiale ma, stando a quanto si è appreso, alla base dell’incidente ci sarebbe un malfunzionamento all’Altoforno 5.

Un elemento di non poco conto, visto che l’Afo/5 è il più grande d’Europa, ed è uno dei reparti messi sotto sequestro dalla magistratura perchè inquinante e, quindi, fonte di ‘malattia e morte’ secondo le perizie commissionate dal gip Patrizia Todisco. Nel contempo, l’Ilva ha definito in più occasioni l’operatività dell’Afo/5 come determinante per l’azienda. Una contrapposizione apparsa difficilmente sanabile.

 

Lo stesso altoforno sarebbe in questi giorni oggetto di lavori di manutenzione: qualcosa però stamattina sarebbe andato storto, rendendo necessaria l’attivazione delle misure di sicurezza. Il tutto al condizionale, in attesa di chiarimenti da parte di chi di dovere. Ma il boato, e quella colonna di fumo apparsa visibile a occhio nudo, sono destinati inevitabilmente a riaccendere il fuoco delle polemiche sul siderurgico. Il caso Ilva, del resto, è riesploso prepotentemente già ieri sera, con l’offensiva dell’azienda e la durissima nota con la quale si bolla come illegittima l’ordinanza del gip sulla vendita ‘vincolata’ delle merci sequestrate (ne parliamo a pagina 4); oggi, a poche ore di distanza, l’Ilva deve fare i conti con un nuovo allarme ambientale. E con le polemiche che arriveranno. 

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