Cronaca

Ospedale di Manduria: confermati gli otto posti di nefrologia

Soddisfazione del consigliere regionale Turco

L'ospedale di Manduria
L'ospedale di Manduria

L’ospedale Giannuzzi di Manduria si conferma sempre più uno dei punti di riferimento del sistema sanitario regionale. Offrendo prestazioni e mantenendo posti letto. In particolare sono stati confermati gli otto posti in più di Nefrologia, in base alle linee del nuovo piano di riordino ospedaliero approvato nelle scorse ore dalla giunta regionale. E sono particolarmente felice perché questi otto posti non sono altro che il recepimento di un mio emendamento, presentato nei mesi scorsi proprio per il nosocomio tarantino. Pertanto non c’è stata alcuna dismissione”.

Esprime piena soddisfazione il consigliere regionale de La Puglia con Emiliano, Giuseppe Turco, per l’implementazione di posti letto all’ospedale Marianna Giannuzzi di Manduria, in provincia di Taranto.“Questi otto posti, che rientrano nei totali 105 – spiega Turco – sono vitali per l’intero territorio della parte orientale della provincia di Taranto. Soprattutto nella stagione estiva quando aumenta la popolazione residente ed aumenta, inevitabilmente il bisogno di servizi di assistenza. Per questo il mio prossimo passo sarà l’istituzione di una rete assistenziale per aumentare e migliorare l’assistenza per gli emodializzati extraregionali nel periodo estivo. Ma non solo. Credo che occorra partire con una massiccia campagna di prevenzione e di screening gratuiti nelle scuole”.

“E a dispetto di quanto sostengono i detrattori – continua il consigliere regionale – stiamo costruendo mattone dopo mattone una sanità pugliese sempre più a misura di paziente. E per quanto mi riguarda il mio impegno per il potenziamento del Giannuzzi di Manduria è sempre costante e lo dimostrano i risultati da me raggiunti. Penso al day service diabetologico, ai servizi di infettivologia, ginecologia, genetica e di colonscopia, in quest’ultimo caso favorendo la prevenzione tra soggetti i cui parenti sono pazienti affetti da carcinoma del colon retto e quindi con maggiori fattori di rischio. Non solo, penso all’attivazione dell’ambulatorio per gli stomizzati e all’apertura di agende dedicate per diverse esigenze sanitarie come visite ostetriche, ginecologiche e assistenza ai cardiopatici”.

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