L'iniziativa

​«Ilva, chiarezza sull’ambiente»​

Incontro dell’associazione Pannella

Cronaca
Taranto venerdì 14 settembre 2018
di La Redazione
Incontro dell’associazione Pannella
Incontro dell’associazione Pannella © Tbs

«Conclusa positivamente la vertenza occupazionale su Ilva, dopo la messa in scena con cui Di Maio ha convocato al Mise le 60 associazioni ed enti locali lo scorso luglio per presentare il piano ambientale, da allora non se ne è più sentito parlare. È così abbiamo scoperto che il nuovo addendum ambientale, sostanzialmente identico al precedente, non firmato e non discusso da nessuno, esiste ma nessuno l’ha visto. Concluso positivamente il tavolo sindacale si apra ora quello con gli enti locali e i cittadini sulla trattativa ambientale.

Per questo abbiamo avviato l’analisi dell’addendum aprendo noi questo tavolo con una parte del mondo scientifico e tecnico». Così dichiara Annarita Digiorgio che con l’associazione Marco Pannella ha organizzato martedì 11 settembre a Taranto un tavolo di lavoro con personalità del mondo tecnico e scientifico per analizzare l’addendum Ambientale.

«Chiediamo ora agli enti locali, in particolare al presidente della regione Michele Emiliano che in passato ha lamentato la sua esclusione dalla trattativa, di tornare a insistere allargando questo tavolo e chiedere urgentemente la condivisione dell’addendum con le istituzioni e i cittadini di Taranto. Per quanto ci riguarda, alla luce dell’ analisi fatta insieme al prof. Assennato, al dott. Nume e agli avvocati Moretti e De Franchi, volendo fare una sintesi le nostre richieste sono: pubblicazione del piano ambientale e industriale; accordo ambientale con enti locali; valutazione preventiva impatto sanitario; risarcimento per i cittadini di Taranto; informazione costante sui monitoraggi ambientali; utilizzo della tecnologia a gas per produzione oltre i 6 ml di tonnellate; trasparenza della gestione commissariale; nessuna “Polizia ambientale” speciale ma rafforzamento dei già esistenti organi di controllo scientifico. Solo in presenza di questi requisiti sarebbe possibile il ritiro dei ricorsi degli enti locali ancora pendenti al tar del Lazio».

Lascia il tuo commento
commenti