Il futuro del siderurgico

​Oggi l'Ilva passa a Mittal​

Di Maio firmerà l’aggiudicazione

Cronaca
Taranto venerdì 14 settembre 2018
di La Redazione
Alcuni impianti Ilva
Alcuni impianti Ilva © Tbs

I risultati del referendum tra i lavoratori Ilva saranno comunicati al ministro per lo sviluppo, Luigi Di Maio, e alla stessa azienda.

Di Maio dovrebbe firmare già oggi, venerdì 14 settembre, il decreto di aggiudicazione dell’Ilva ad Arcelor Mittal. Da lunedì, quindi, i nuovi proprietari dovrebbero entrare ufficialmente in possesso degli stabilimenti. Siamo dunque alle ultime battute della estenuante vertenza che chiude sei anni di sofferenze e incertezze, dopo il sequestro degli impianti del 26 luglio 2012 e l’esplosione del caso ambientale-occupazionale-industriale più grave e complicato della storia italiana. Anni di trattative e battaglie aspre che hanno lacerato l’opinione pubblica nell’assurda contrapposizione tra salute e lavoro. Una vicenda che ha prodotto scontri politici piuttosto violenti che sono culminati in questi giorni nelal feroce contestazione al Movimento Cinquestelle, accusato di aver tradito il mandato elettorale sulla chiusura dell’Ilva.

Ma se l’aspetto sindacale è risolto, c’è chi promette di continuare a dare battaglia. Il Codacons, ad esempio: «Se da un lato i lavoratori dell’Ilva hanno approvato l’accordo con ArcelorMittal, con lo stabilimento di Cornigliano che ha raggiunto il 90% dei voti favorevoli, dall’altro rimane aperta la questione dei cittadini di Taranto danneggiati dall’inquinamento ambientale, in favore dei quali nessun provvedimento è stato adottato né dallo Stato, né dalla società indiana».

«Nessun accordo su Ilva - scrive il presidente Carlo Rienzi - può essere accettato se non prevede espressamente indennizzi in favore degli abitanti di Taranto che, a causa dell’inquinamento, hanno subito danni morali e materiali immensi. Anche nel caso in cui il referendum odierno dei lavoratori di Taranto dovesse approvare l’intesa con ArcelorMittal, il Codacons si vedrebbe costretto ad impugnare dinanzi al Tar gli atti relativi all’accordo, perché non prevedono le dovute misure risarcitorie a favore della popolazione. Proprio per evitare nuovi contenziosi legali abbiamo scritto a Luigi Di Maio chiedendo un incontro urgente con il Ministro, allo scopo di affrontare il nodo indennizzi e studiare soluzioni che possa risarcire la popolazione dei gravi danni subiti».

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