Il caso

​«Acquistare Tac per obesi per evitare altre tragedie»​

L'appello del Consigliere regionale Luigi Morgante

Cronaca
Taranto venerdì 14 settembre 2018
di La Redazione
L'impossibilità di fare una tac costa la vita ad un uomo
L'impossibilità di fare una tac costa la vita ad un uomo © Tbs

“E’ necessario acquistare Tac per grandi obesi per scongiurare nuove tragedie in Puglia”. E’ l’appello alla Regione del consigliere regionale Luigi Morgante.

“La morte all’ospedale Ss. Annunziata di Taranto di un paziente di appena 45 anni in gravi condizioni che non ha potuto fare una Tac perché obeso, ha fatto emergere in tutta la sua drammaticità una inquietante carenza nel sistema sanitario pubblico pugliese, che va colmata per scongiurare nuove tragedie- dice il consigliere tarantino- le parole di Giulio, il fratello di Luca, prematuramente scomparso, mi hanno colpito per la sensibilità e la lucidità, nonostante il dolore per quanto accaduto. E il suo appello perché vengano acquistati macchinari di ultima generazione, di importanza fondamentale per la diagnostica, accessibili anche a grandi obesi, deve essere raccolto e rilanciato da ognuno di noi, per una sanità in grado di garantire prestazioni adeguate, assistenza e cure a tutti i cittadini, nessuno escluso.

Mi rivolgo quindi direttamente al presidente Michele Emiliano e al Dipartimento Sanità, perché si possano acquistare in tempi rapidi, in considerazione della lunghezza della Puglia, almeno tre Tac per grandi obesi, peraltro presenti in altre Regioni, da allocare nei principali poli ospedalieri. Sarebbe il miglior modo per ricordare Luca e stringersi ai suoi familiari e amici, e non rendere vana la sua morte”. Sul caso interviene anche il presidente del gruppo regionale Direzione Italia/Noi con l’Italia, Ignazio Zullo, che invita il presidente e assessore alla Sanità, Emiliano, a fare una mappatura delle strutture e informare i pugliesi “A Gravina di Puglia- dice Zullo- esiste un centro radiologico con una Tac e una Risonanza Magnetica in grado di effettuare prestazioni a pazienti obesi fino a 200 chili.

Solo che si tratta di un centro privato e accreditato. La storia di Luca mi ha davvero lasciato l’amaro in bocca: non solo per la morte del quarantenne obeso al quale la Sanità pubblica non ha saputo dare una pronta risposta, ma perché è la dimostrazione del mancato dialogo e collaborazione fra la Sanità pubblica e quella privata accreditata pugliese”.

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