09 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 09 Maggio 2021 alle 18:23:49

Cronaca

Il Priore Liuzzi: «Le gare? Non sono in discussione»


TARANTO – Conferma l’appuntamento con ‘l’assemblea straordinaria dei confratelli per l’aggiudicazione dei simboli’ nella domenica delle Palme (alle 18 presso il circolo sottufficiali) e considera l’appello dell’arcivescovo una sottolineatura sull’importanza dei Riti e della tradizione. 

 

Così il priore della Confraternita dell’Addolorata, Antonio Liuzzi, all’indomani del messaggio diffuso da mons. Filippo Santoro nella prima domenica di Quaresima.

 

L’attenzione dei tarantini è tutta sul quel passaggio che sembra mettere in discussione le aste, o gare, (l’arcivescovo le definisce “prassi consolidate dell’aggiudicazione dei simboli delle processioni”) e su quell’invito alle confraternite (“che custodiscono i Riti della Settimana Santa in tutta la diocesi”) a “cercare insieme nuove forme che potrebbero divenire gradualmente segno più chiaro della carità della Chiesa a vantaggio dei poveri”.

 

Dici Settimana Santa tarantina e non puoi non pensare alle processioni, quella dell’Addolorata del Giovedì Santo dalla chiesa di San Domenico, e quella dei Misteri, il Venerdì Santo dal Carmine. E il messaggio di mons Santoro nella prima domenica di Via Crucis non poteva non scuotere l’opinione pubblica con il riferimento a “qualche smarrimento sia nei credenti che nei non credenti” che spesso creano le gare.

“Non è che ci sia stato un divieto da parte dell’arcivescovo” chiarisce Liuzzi “la sua è stata un’esortazione a meditare e a trovare forme per coniugare questo momento con la carità. Parliamo di un momento, quello delle gare – è sbagliato chiamarle aste, non c’è nulla in vendita – molto sentito dai confratelli. La carità la pratichiamo già e lo rendiamo anche noto; proprio ieri in occasione dell’assemblea ordinaria in San Domenico, è stato presentato il bilancio, le iniziative di carità a sostegno dei bisognosi e della chiesa per le sue necessità”. Certo, il messaggio dell’arcivescovo fa riflettere, lo stesso Liuzzi lo contestualizza nel momento che vive la società ammettendo un certo “contrasto tra offerte piuttosto elevate e la gente che non riesce ad arrivare alla seconda settimana”. “E’ una questione di sensibilità” commenta “dipenderà dai confratelli che sono sicuro sapranno mostrare tutta la loro maturità”.

 

E quando gli si chiede se allora si stia magari pensando di mettere dei tetti massimi per le gare “non siamo noi a dover mettere un limite, si andrebbe a stravolgere il senso dell’offerta. Del resto ogni confratello conosce le proprie possibilità, per molti di loro vuol dire fare sacrifici, anche se spesso questo non viene capito”.

 

Quindi resta confermato l’appuntamento della domenica delle Palme? “Sì, la gara si farà, del resto è stato lo stesso arcivescovo a chiarire che l’intenzione non è di toglierle. Semmai la sua è stata una sottolineatura dell’importanza delle tradizioni dei quali siamo i depositari”.

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