La vertenza

​Ex Marcegaglia, i sindacati chiamano Regione e Mise​

La denuncia di Fim, Fiom e Uilm

Cronaca
Taranto venerdì 21 settembre 2018
di La Redazione
Una delle proteste dei lavoratori ex Marcegaglia
Una delle proteste dei lavoratori ex Marcegaglia © Tbs

Vertenza lavoratori ex Marcegaglia Taranto.

«Nonostante le numerose richieste di incontro effettuate dalle organizzazioni sindacali alla Task force regionale per l’occupazione ed al Ministero dello Sviluppo Economico in merito alla vertenza degli ex lavoratori Marcegaglia Taranto e, nonostante i numerosi solleciti, ad oggi nessuna data utile è pervenuta». È quanto denunciano Fim, Fiom e Uilm in riferimento alla vertenza dei lavoratori ex Marcegaglia di Taranto.

«Ricordiamo che questi lavoratori a casa da 5 anni, dopo che la Marcegaglia ha chiuso il suo stabilimento ionico, non solo ad oggi non hanno nessuna prospettiva occupazionale ma sottolineiamo che tra qualche mese terminerà anche l’ammortizzatore sociale (mobilità) e tutti si ritroveranno a reddito zero, con mogli, figli e mutui da pagare. Si parla a Taranto di rilancio, di leggi speciali, si fanno convegni, ma la verità è che a Taranto, oltre alle parole, ad oggi non si registrano passi avanti su politiche che favoriscono l’occupazione e la vertenza di questi lavoratori pensiamo sia l’esempio emblematico - evidenziano le sigle confederali di categoria. E’ scandaloso che non si riesca a trovare la soluzione per 60 lavoratori ed è ancora più scandaloso il fatto che le istituzioni preposte a favorire dei tavoli per cercare soluzioni occupazionali si muovano con andature elefantiache anche nella comunicazione di date utili, lasciando che il tempo faccia cadere nel dimenticatoio la sofferenza di questi lavoratori e delle loro famiglie.

Va ricordato che a fine anno scade l’accordo che vincola la Marcegaglia a ricercare un eventuale soggetto industriale che possa reindustrializzare il suo sito dismesso ed assorbire i suoi ex dipendenti, per queste ragioni è comprensibile che il tempo rimasto a questi lavoratori non è una variabile indipendente e che la preoccupazione e la fibrillazione cresce a dismisura, quindi - concludono le organizzazioni sindacali - sollecitiamo sia la Regione Puglia sia il Ministero dello Sviluppo Economico, a farsi carico del destino di questi lavoratori, convocando urgentemente un tavolo di lavoro».

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