11 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 11 Maggio 2021 alle 21:25:15

Cronaca

Settimana Santa, “Gare, ecco cosa facciamo”


«Mi sembra abbastanza chiaro che il vescovo non parla di abolire le gare. Non c’è nessun decreto in questo senso. Eravamo tutti presenti sabato pomeriggio all’incontro con monsignor Santoro che con il messaggio di Quaresima ha voluto porre l’accento su una maggiore evangelizzazione».

 

Così il priore dell’Arciconfraternita del Carmine, Antonello Papalia, sul caso “gare” esploso domenica con l’invito dell’arcivescovo “a cercare nuove forme che potrebbero divenire gradualmente segno più chiaro della carità della chiesa a vantaggio dei poveri”.

 

La Settimana Santa tarantina parte proprio dall’appuntamento della domenica delle Palme, cioè dall’assemblea dei confratelli per l’aggiudicazione dei simboli delle processioni, di quella dell’Addolorata che esce il Giovedì Santo dalla chiesa di San Domenico e di quella dei Misteri, il venerdì Santo dalla chiesa del Carmine. Il priore Papalia conferma l’appuntamento , “come tradizione” nella domenica delle Palme con quelle che i tarantini chiamano “aste” (anche se non c’è nulla in vendita, precisano le Confraternite).

 

Quest’anno c’è una novità: l’assemblea dei confratelli del Carmine si sposta, si terrà nell’ex caserma Rossarol, in città vecchia. Si inizia alle 19,30 per dare la possibilità a chi è confratello anche dell’Addolorata di partecipare alle due gare (quella dell’Addolorata si svolgerà dalle 18 al circolo sottufficiali).

Tornando alla questione del momento, i Riti e le processioni, «l’arcivescovo, anche per il numero di fedeli che muovono i Riti, ha chiesto un segno chiaro di evangelizzazione. Noi lo facciamo già. Non tutti sanno ad esempio che durante tutto l’anno i confratelli si preparano alla processione del Venerdì Santo. Ogni giovedì ci sono incontri di preparazione spirituale. Monsignor Santoro ha sollecitato una maggiore trasparenza su quelli che ha definito segni di carità cristiana, una maggiore comunicazione delle opere di carità e di intervento legate al territorio che già facciamo. Non è che questa informazione non ci sia, ma in genere non è bello raccontare ciò che si fa per il bene comune».

 

Ma, volendo seguire l’invito dell’arcivescovo alla trasparenza anche per evitare lo “smarrimento sia nei credenti che nei non credenti” all’indomani delle gare, cosa fa la Confraternita con il ricavato delle processioni, in questo caso di quella dei Misteri? «I soldi delle gare confluiscono nel bilancio della Confraternita, una parte è per l’organizzazione del culto e della stessa processione, una parte per il sodalizio. Sono tante le voci di carità. Abbiamo due cappelle gentilizie per i confratelli che vengono sepolti gratuitamente, una mensa dei poveri che prepara cento pasti al giorno, poi ci sono iniziative di carità “interne” cioè rivolte a confratelli bisognosi così come il sostegno ai comitati per i vari festeggiamenti e l’aiuto alle parrocchie che si rivolgono a noi. Sosteniamo le azioni di culto, ad esempio con le spese per un nostro seminarista che presto sarà ordinato sacerdote».

 

Quindi una riflessione del priore su quello che è l’impatto mediatico delle somme raccolte per le processioni: «Parlando dei Misteri e del pellegrinaggio del Giovedì Santo, ogni Settimana Santa vi partecipano all’incirca 230 confratelli del Carmine. Un numero che varia di poche unità. L’anno scorso abbiamo raccolto intorno ai 250 mila euro. Quindi, dividendo la cifra per il numero dei confratelli, non vedo queste grandi cifre che possono essere semmai riferite solo a quei pochi simboli, i più ambiti, per i quali concorrono i più abbienti. Ma anche Gesù Morto l’anno scorso è stato “aggiudicato” a 11mila euro che divisi per quattro confratelli sono 2.750, quindi cifre molto elevate si raggiungono solo per il numero dei confratelli partecipanti».

 

E, anticipando i discorsi sulle somme che stridono col momento di crisi, «anche i confratelli hanno metabolizzato la crisi e già l’anno scorso le cifre sono state più basse, sono anni che sono in ribasso. Parliamo comunque di offerte. Il confratello nel corso dell’anno fa magari una serie di rinunce, magari privandosi di un viaggio, di una cena e lo fa con spirito di sacrificio». Papalia conferma, anche quest’anno verrà seguita la tradizione nella domenica della Palme, che, sottolinea, «non è solo gare, perchè al mattino ci sono le funzioni», ribadendo la disponibilità della Confraternita «ad una riflessione e a portare la sua esperienza» nel discorso aperto dall’arcivescovo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche