16 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 16 Maggio 2021 alle 15:41:06

Cronaca

Ilva, 6.500 lavoratori in cassa integrazione


L’Ilva ha formalmente annunciato di aver presentato la richiesta di cassa integrazione straordinaria per un numero di dipendenti che “va da circa 4.400 ad un massimo di 6.500”.

 

La cassa integrazione “dovrebbe avere una durata di 24 mesi, a partire dal 3 marzo prossimo”. In altre parole, i dipendenti resteranno a casa il tempo necessario per eseguire i lavori di bonifica dell’area previsti dalla legge.

 

In particolare, il piano di ristrutturazione aziendale presentato dalla Societa’ prevede anche la chiusura di alcune linee produttive, in particolare dell’altoforno 1, gia’ chiuso, e dell’altoforno 5″ si legge nella nota nella quale si aggiunge: “Con tale richiesta, l’Azienda conferma l’impegno previsto dall’Autorizzazione Integrata Ambientale”.

 

Nel piano della cassa integrazione straordinaria che giovedi’ mattina alle 10 sara’ discusso al ministero del Lavoro, l’Ilva indica anche i costi degli interventi di risanamento della fabbrica indicati nell’Aia,e che risultano pari a 2 miliardi e 250 milioni di euro. L’azienda ha pero’ chiarito che “allo stato attuale non si ravvisano situazioni che potranno determinare esuberi di natura strutturale”. Cio’ vuol dire che “entro il termine della cassa per ristrutturazione, terminati gli adempimenti chiesti dall’Aia, si perverra’ gradualmente ai livelli produttivi programmati ed al richiamo in attivita’ di tutto il personale sospeso”.

 

Immediata la replica dei sindacati:  Per la Cisl “I numeri della cassa integrazione straordinariache ci ha prospettato l’Ilva sono elevati”. Fermo no alla richiesta anche dalla Uil: “le ragioni invocate dal gruppo Riva (situazione del mercato dell’acciaio e necessita’ di adempiere alle prescrizioni dell’Ilva, oltre alle note vicende giudiziarie) non possono essere un alibi accettabile”. 

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