16 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 15 Maggio 2021 alle 14:20:20

Cronaca

Fruttivendolo ucciso. Oggi c’è l’autopsia


TARANTO – Oggi pomeriggio il medio legale Marcello Chironi eseguirà l’autopsia sul corpo di Antonio Massari, il fruttivendolo manduriano di 39 anni, deceduto dopo una brutale aggressione.

 

Le ricerche degli autori dell’omicidio partono dal pomeriggio del 7 febbraio scorso quando, intorno alle 17.30, due persone rimaste sconosciute hanno accompagnato il ferito al pronto soccorso dell’ospedale di Manduria. Dopo averlo fatto scendere i due si sono allontanati senza essere notati a bordo della stessa macchina con la quale erano arrivati.

 

La telecamera del sistema di videosorveglianza installato all’ingresso del pronto soccorso non ha potuto aiutare gli investigatori perché non è in funzione. Tra le tante ipotesi che si fanno attorno all’omicidio quella di uno scontro fisico tra Massari e una o più persone. Qualcuno poi, forse con un bastone, avrebbe colpito violentemente e ripetutamente il fruttivendolo alla schiena.

Uno dei colpi, quello mortale, lo avrebbe raggiunto alla nuca. Forse gli stessi aggressori, o chi era con il fruttivendolo, lo hanno fatto salire in macchina per portarlo all’ospedale. Chi lo ha fatto voleva in un certo senso aiutarlo e non lasciarlo sul posto dove sarebbe sicuramente morto dopo pochi minuti. Mistero anche sull’autovettura di Massari, trovata regolarmente parcheggiata vicino casa, con la quale quel pomeriggio si era recato ad Oria per acquistare la frutta da rivendere. Il personale sanitario che lo ha accolto in ospedale, non ricorda il colore, nè il modello della macchina dalla quale lo ha aiutato a scendere prima che i due rimasti a bordo si dileguassero indisturbati. Quando Massari è arrivato in ospedale era ancora in grado di parlare ma non avrebbe dato nessuna indicazione riguardo agli autori del pestaggio.

 

Dopo circa mezz’ora dal suo arrivo è entrato in coma costringendo i rianimatori ad intubarlo prima di trasferirlo all’ospedale “SS. Annunziata” dove è morto dopo nove giorni. Oltre alla frattura del cranio, risultata mortale, l’ambulante aveva delle vertebre fratturate, contusioni al dorso e all’addome e ferite alle mani.

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