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Ispra e Arpa: «Emissioni Ilva rispettano i limiti di legge». Il video

Il certificato delle due agenzie scientifiche istituzionali addette al controllo dei dati ambientali

Responsabile controlli Ispra
Responsabile controlli Ispra

Durante il Congresso dell’Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica, tenutosi nel fine settimana presso l’aula magna dell’Università di Bari, si è svolto un panel sulla questione Ilva.

Ad aprire i lavori l’intervento di Mario Cirillo, responsabile Dipartimento controlli Ispra, che è intervenuto sia per conto dell’Istituto di cui è dirigente, che  è l’ente scientifico istituzionale che per conto del Ministero per  l’Ambiente controlla e verifica il rispetto dell’Aia Ilva, sia di Arpa, che invece è l’agenzia scientifica che controlla la qualità dell’ambiente per conto della regione Puglia.

Cirillo ha confermato ciò che regolarmente leggiamo dalle relazioni mensili e annuali, nonchè dai report specifici, scadenzati da Arpa e Ispra.

“In merito alle emissioni prodotte da Ilva e alla qualità dell’aria nella città di Taranto- ha detto Cirillo- posso dire che le emissioni rispetto ai limiti fissati da Aia e dalla legge europea, sulla base degli ultimi controlli e misure in continuo, sono tutti rispettati. Gli standard della qualità dell’aria posti a tutela della salute della popolazione tarati su un anno sono tutti rispettati, con eccezione dell’ozono che però si forma nell’atmosfera, non ci sono fonti di emissioni di questo inquinante, è un problema diffuso in tutta Italia, e Taranto non sfugge. Per tutti gli altri elementi inquinanti, gli standard generali e le prescrizioni aia sono rispettati”

“Questo non vuol dire- ha aggiunto Ispra- che sono risolti problemi di inquinamento.

Su Taranto c’è una attenzione ambientale notevole  dovuta agli anni passati. Il problema è l’ accumulo che c’è stato di inquinanti tossici nocivi persistenti che tendono a rimanere per lunghi periodi nel suolo e acqua. Per questo ciò che è necessario è avviare un’azione per rimuovere l’accumulo di inquinamento negli anni passati  per riportare la qualità dell’ambiente al livelli accettabili rispettosi della salute.”

2 Commenti
  1. Lina Ambrogi Melle 9 mesi ago
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    E per quale motivo Mittal ritiene indispensabile avere l immunità per rimanere a Taranto ?
    E gli slopping ? E le micidiali emissioni diffuse e fuggitive? Sono tutte illegali e non controllate. Inoltre, a causa del mercato dell acciaio, quest anno la produzione é stata bassa , ma l obiettivo di Mittal é raddoppiarla con relativi aumenti di tutte le emissioni controllate ed incontrollate

  2. Giuliano Boato 8 mesi ago
    Reply

    Dal 2012 in poi, tutti i commissari governativi (mica erano scemi) hanno avuto copertura col decreto penale che copre in attesa di fare o completare il piano di adeguamento. Arcelor Mittal alla luce del sole sta/stava coprendo i parchi minerali, con realizzazioni incredibili. Ora le anime belle tolgono la copertura penale, offrendo su piatto d’argento ad Arcelor la possibilità di ridiscutere tutto; l’eventuale unica alternativa di nazionalizzazione comporta per forza la copertura penale a nuovi commissari, anziché ad Arcelor (applauso all’intelligenza).
    Ora la magistratura blocca l’AFO2 e abbassa la produzione (e AIA permette 6 milioni di tonnellate) a 4,5 milioni di tonnellate e nessuno vuole ricordare che esperienza consolidata (da anni !!) fissa il rapporto di UN milione di tonnellate con 1.000 dipendenti, quindi già i 6 milioni di ton non quadravano con i dipendenti di Taranto.
    Quanto al limiti rispettati, è verissimo e noto da tempo. Non bastano gli attuali e rispettati? fissatene di nuovi, come in città si passa da 50 a 30 km/h, ma le multe vanno date dopo aver decretato il nuovo limite.

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