24 Ottobre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 24 Ottobre 2021 alle 07:05:57

Cronaca

Studenti di Ingegneria su fb: sarà protesta


L’appuntamento è per domani, alle 10, nella sala conferenze della Facoltà di Paolo VI. Le associazioni studentesche hanno indetto un’assemblea pubblica: “faremo tutto il possibile affinché la sede di Taranto di Ingegneria non chiuda”.

 

L’incontro precede la riunione del Senato accademico in agenda per il 27. Mentre è slittata a giovedì 28 la conferenza Stato-Regioni sul tanto contestato decreto Profumo che limita le possibilità di accesso alle borse di studio. Ad organizzare l’assemblea sono gli Studenti e le Associazioni universitarie Cinetyk, C.S.J. e Studenti per Taranto.

 

Docenti, studenti, sindacati e perfino il vescovo si riuniranno per raccogliere idee e proposte. Pronto il programma per domani: l’assemblea sarà moderata da Francesco Todaro (studente) e Luigi De Filippis (docente). Dopo i saluti dell’Arcivescovo di Taranto Filippo Santoro e l’introduzione alla problematica, sono previsti gli interventi di Gregorio Andria – Presidente del Centro Interdipartimentale Magna Grecia, del sindaco Ippazio Stefàno e del presidente della Provincia Giovanni Florido, Vincenzo Cesareo per Confindustria, Giovanni Farese – Presidente ordine ingegneri, Pierluigi Lo Scialpo – Associazioni studentesche di Taranto e Senatore Accademico, Domenico Lofù – Presidente del consiglio degli studenti. Quindi spazio agli interventi dei rappresentanti sindacali, dei politici e dei rappresentanti delle aziende. Conclude il Magnifico Rettore Nicola Costantino.

Gli studenti rinnovano l’invito alla partecipazione “a tutti gli esponenti della società civile, del mondo politico e a chiunque abbia a cuore il futuro della nostra università”. Intanto un gruppo di studenti ha dato vita ad un movimento di protesta sbarcato su facebook. Pietro, del gruppo, spiega: “Se il territorio ci abbandona, noi abbandoniamo il territorio. Noi studenti del Politecnico di Taranto, di fronte alla possibile chiusura dei corsi di laurea erogati presso la sede di Taranto, siamo disposti a mettere in atto un’aspra forma di protesta. Noi studenti tarantini abbiamo sempre creduto nel nostro territorio e siamo sempre stati disponibili a contribuire al suo sviluppo. Se la classe politica non riuscisse a dare un apporto sostanziale a tale situazione e a mediare le decisioni del Politecnico, noi studenti ci vedremo costretti ad abbandonare la nostra provincia per completare gli studi. In questo contesto, noi studenti abbandonati dalle istituzioni, comunichiamo con la presente che cercheremo come prima ipotesi per il nostro futuro lavorativo in altre realtà che si dimostreranno più sensibili ai temi dell’alta formazione. A tal proposito avvieremo una raccolta firme simbolica e un gruppo facebook”.

 

Intanto, il sostegno alle rivendicazioni delle associazioni studentesche è arrivato dalla Cgil ionica: “Non possiamo assolutamente pensare di rinunciare ad un polo universitario che possa rappresentare un luogo di studi e ricerca rispetto alle future politiche industriali ed ambientali della città. Chiediamo alle istituzioni di salvaguardare e rafforzare il polo jonico” sottoscrivono, in una nota Angela Dragone e Filomena Principale. Anche il Cqv si è detto “pronto ad aderire all’occupazione, ove necessario, delle sedi universitarie a cominciare da Ingegneria”. L’associazione Studenti Democratici si dice “al fianco degli studenti nella loro lotta per il diritto allo studio” e chiede “che le amministrazioni locali intervengano per evitare questa opera di smantellamento, contribuendo con ogni mezzo a mantenere i poli di eccellenza”.

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