​La piccola gettata dal balcone lotta tra la vita e la morte ​

Fermiamo la macelleria social sulla bimba in coma

Su facebook e whatsapp si sta scatenando una indecente corsa alla notizia

Cronaca
Taranto venerdì 12 ottobre 2018
di La Redazione
Fermiamo la macelleria social sulla bimba in coma
Fermiamo la macelleria social sulla bimba in coma © Tbs

Si rischia un nuovo caso Scazzi. Non dal punto di vista criminologico-giudiziario, ma dal punto di vista mediatico. Siamo cascati di nuovo nel circo infame che spettacolarizza il dolore e che, senza alcun ritegno e rispetto per una bambina che lotta tra la vita e la morte, si lancia persino in una oscena sequenza di affermazioni sullo stato di salute della piccola paziente ricoverata al Ss. Annunziata.

Ci sono due livelli di mostruosità da considerare: quello giornalistico vero e proprio e quello dei social. Quello giornalistico: importanti testate e trasmissioni televisive nazionali di grande audience hanno divulgato dati sensibili e intervistato parenti della vittima (e sulla disponibilità dei familiari a farsi intervistare in tv ci sarebbe da aprire un altro doloroso capitolo), venendo clamorosamente meno ad un principio deontologico sancito dalla Carta di Treviso, quel decalogo che vieta di diffondere dati che possano far risalire alla identità del minore coinvolto, anche come vittima, in casi di cronaca. L’Ordine dei Giornalisti della Puglia è intervenuto a richiamare i propri iscritti «ad un più rigoroso rispetto delle regole deontologiche». E non risulta che ci siano testate, nazionali o regionali, esenti dal rispetto della Carta di Treviso. Poi c’è la questione dei social.

In questi giorni si è passati, senza alcun pudore e con una disinvoltura agghiacciante, dalla bambina fuori pericolo, con descrizione di dettagli persino sulle reazioni di singole parti del corpo, alla piccola già deceduta. Una macelleria mediatica – sono media anche i social - forse senza precedenti. Troppi improvvisati “giornalisti” che hanno lanciato e rilanciato post avventurosi sulle condizioni cliniche della piccola, con pubblicazione di foto, nomi, particolari sulla situazione familiare. Utenti che con disarmante superficialità hanno rilanciato improbabili bollettini medici divulgati da fantomatici parenti della piccola. Addirittura con preghiera di condivisione. Un insulso frullato di like, cuoricini e lacrimucce che condiscono mania di protagonismo e pochezza culturale imbarazzante. Uno scempio turpe. Un ripugnante tritacarne nel quale non c’è briciola di rispetto per una tenera vita già così massacrata. Fermiamoci, se davvero ci teniamo a questa piccola creatura – a suo fratello e alla sua mamma, altre vittime di questa storia così profondamente triste.

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I commenti degli utenti
  • G. C. ha scritto il 13 ottobre 2018 alle 21:14 :

    I cosiddetti "giornalisti" o "leoni" da tastiera, si identificano con pochi dati. Basta conoscere - titolo di studio - famiglia di origine - attività lavorativa (ammesso che abbia un'occupazione) -che tipo di persone frequenta nella vita di tutti i gg e di cosa discute con qualsivoglia compagnie -di cosa discute sui social Una volta data risposta ad ogni domanda suddetta, sarà svelato l'arcano mistero di quale tipo di persona si possa nascondere dietro una tastiera.... Rispondi a G. C.