L'intervento

​«Necessario investire nella ricerca»​

Così il senatore del Movimento 5 Stelle Mario Turco

Cronaca
Taranto sabato 13 ottobre 2018
di La Redazione
Mario Turco
Mario Turco © Tbs

“Il cambiamento si fonda sugli investimenti che un Paese fa in ricerca ed innovazione. Per questo ritengo fondamentale colmare il gap che attualmente ci separa dai nostri partner europei e la manovra espansiva che il governo ha in mente punta proprio in questa direzione”.

Così il senatore del Movimento 5 Stelle Mario Turco che durante l’esame della nota di aggiornamento al Def ha ricordato quanto poco sia stato fatto negli ultimi anni in termini di investimenti per la ricerca universitaria. “Nel confronto internazionale – afferma Turco - l’Italia è caratterizzata da una spesa pari a meno di due terzi di quella media dei paesi OCSE (0,96% rispetto all’1,55%). La quota dei ricercatori rispetto al totale del personale impiegato è pari al 48,3%, contro la media europea del 63,4%”. Sconcertante è il capitolo dei ricercatori. “In Italia – prosegue il parlamentare tarantino – non solo sono pochi, ma anche sempre più anziani: si accede nel ruolo alla soglia dei 40 anni e l’età media del ricercatore supera i 46 anni. Esiste inoltre un grave divario territoriale: mentre le regioni del centro-nord presentano valori di spesa e di personale pressoché allineati a quelli europei, le regioni meridionali si posizionano nettamente al di sotto della media dei principali paesi industrializzati”.

“A ciò – rimarca infine il senatore del Movimento 5 Stelle - si aggiungono gli effetti perversi che l’attuale sistema di reclutamento del personale docente e ricercatore: 13.900 ricercatori a tempo indeterminato (RUTI), ad oggi, non hanno alcuna prospettiva di carriera, mentre i restanti ricercatori vivono nel limbo del precariato”.

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