Cronaca

Caos rifiuti, l’emergenza non riguarda solo Taranto


Continuano ad arrivare i rifiuti dalla Calabria.  Nella discarica Italcave i tir smaltiscono quotidianamente la media di mille tonnellate al giorno e mentre si cerca di capire fino a quando questo tran tran andrà avanti, un altro dubbio incombe sulla città.

 

Secondo il Sole 24Ore di lunedì scorso, infatti, tutta l’Italia rischia di entrare in emergenza come la Calabria.  Il problema sarebbe la nuova Tares, ovvero la tassa rifiuti che dovrebbe sostituire la vecchia Tarsu/Tia soppressa l’1 gennaio scorso.

 

La nuova tassa, infatti, dovrebbe entrare in vigore da luglio prossimo, per cui, in questa fase potrebbe crearsi un vuoto legislativo che potrebbe autorizzare i Comuni a non pagare le aziende che effettuano il servizio di smaltimento.

 

In altre parole senza tassa non ci saranno entrate per le casse comunali che quindi avranno difficoltà a pagare le aziende che, a loro volta, non disponendo di risorse, potrebbero non svolgere la propria attività. Risultato? Le città verrebbero invase da montagne di rifiuti, proprio come è già accaduto a Napoli nel 2010 ed sta accadendo a Palermo dalla fine dello scorso anno.

 

Come c’entra Taranto in tutto questo? Fermo restando che anche a Taranto potrebbe scoppiare l’emergenza, la città è già interessata dalle altre due emergenze: quella campana e quella calabrese. Sta, infatti, smaltendo i rifiuti provenienti dagli stir partenopei e dalle città di Catanzaro, Lamezia Terme, Rossano e Crotone.

Ma se per la Campania, nel 2010 fu sottoscritto un protocollo che indicava, come, quali e quanti rifiuti dovevano arrivare nelle discariche del tarantino, ad oggi, ancora non si sa fino a quando la Calabria continuerà ad inviare i rifiuti con codici Cer 19.12.12 e 19.05.01, ovvero derivato da rifiuti solidi urbani.

 

Nei giorni scorsi l’assessore Mancarelli, che inizialmente aveva parlato di circa duemila tonnellate di rifiuti, ha indirizzato al commissario per l’emergenza della Calabria, Vincenzo Speranza una nota con cui chiede chiarimenti circa l’entità e la qualità dei rifiuti che saranno accolti dall’Italcave.

 

Ma alla missiva non è seguito, almeno fino ad oggi, alcuna risposta. La Calabria tace e non sembrano esserci ancora soluzioni all’emergenza scoppiata per il ritardo nei pagamenti da parte dei Comuni alle discariche e diventata critica con la chiusura, a pochi giorni dall’apertura, della discarica di Melicuccà che avrebbe dovuto accogliere i rifiuti lasciati in strada.

 

La legge non prevede limiti al trasferimento dei rifiuti speciali (quelli appunto con codice Cer) e quindi autorizza i commissari per l’emergenza a contattare direttamente le discariche.

 

Con il rischio paventato dal Sole24ore in merito alla questione Tares, dunque, Taranto potrebbe diventare, con le sue tre discariche per rifiuti speciali (unico caso in Italia), meta prescelta per garantire i soccorsi, con un giro d’affari che non osiamo nemmeno immaginare. 

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