Cronaca

Cassa integrazione e vendita acciaio, due campi di battaglia per l’Ilva


La battaglia Ilva continua su due fronti. Da una parte si cerca l’accordo per la collocazione di una parte dei lavoratori in cassa integrazione; dall’altra la sfera giudiziaria con il continuo botta e risposta in punta di diritto con i giudici tarantini.

 

Al ministero del Lavoro è stato siglato l’accordo per il proseguimento della cassa integrazione in deroga per 600 lavoratori dello stabilimento Ilva di Taranto.

 

L’intesa, riferiscono da Roma le agenzie stampa, riguarda i dipendenti che erano gia’ in Cigs dalla fine dello scorso anno e per i quali la cassa integrazione scadeva il 2 marzo prossimo. L’accordo e’ stato firmato da Fim e Uilm ma non dalla Fiom. E’ stata, invece, rinviata la discussione sulla nuova procedura Cigs per un massimo di 6.500 dipendenti annunciata dall’Ilva l’altro ieri.

 

Sul fronte giudiziario, invece, nuovo scontro ieri tra azienda e magistratura. L’Ilva, infatti, ha annunciato che non darà il consenso ”alla commercializzazione dei prodotti da parte di altri soggetti perche’ lesivo del diritto di impresa”.

 

Lo afferma l’azienda dopo che aver ricevuto dai custodi la lettera che autorizza questi ultimi a vendere l’acciaio sequestrato. Ilva inoltre ”si riserva di chiedere i danni” a chi dovesse risultare responsabile della cancellazione degli ordini negli ultimi mesi per l’indisponibilita’ della merce. L’azienda ”impugnera’ il provvedimento del gip”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche