24 Ottobre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 24 Ottobre 2021 alle 20:35:00

Cronaca

Scintille fra Chiarelli e Pelillo nell’ultima sfida elettorale


Dalle tematiche relative allo sviluppo del territorio, ai buoni propositi di governo. Abbiamo intervistato gli avvocati Michele Pelillo e Gianfranco Chiarelli, rispettivamente assessore regionale al Bilancio del Pd e consigliere regionale del Pdl, nel corso di un “faccia a faccia” che si è tenuto nella redazione di Taranto Buonasera.

A bocca asciutta, per l’assenza di un confronto diretto tra i leader delle maggiori coalizioni, abbiamo deciso di interpellare i due candidati tarantini alla Camera dei Deputati, con l’obiettivo di dare risposte alle tante istanze che provengono dal nostro territorio.

Consigliere Chiarelli, è reale la rimonta del Pdl?
«Che il presidente Berlusconi e tutto il Pdl siano in rimonta è scontato. Tireremo le somme soltanto a chiusura dei seggi. Bisogna capire quanta gente andrà a votare e soprattutto da che parte staranno gli “indecisi”. L’ago della bilancia, come quasi spesso avviene, sono loro.

Assessore Pelillo, cosa ci dice della tenuta del Pd? Si aspettava una flessione nei consensi di Vendola?
«Una certa flessione di Vendola me l’aspettavo. Inutile nasconderlo. Il punto debole sono le liste. Era prevedibile, anche se resta da vedere in che misura. Mi conforta la tenuta del Pd, un dato attestato da tutti i sondaggisti, almeno prima del divieto di divulgarli. L’Italia ha bisogno di un Governo riformista e stabile. Alla luce dei dati, chi vincerà potrà Governare bene».

Dell’ampio programma presentato dalle vostre rispettive coalizioni ci piacerebbe capire quali saranno le vostre tre priorità per il territorio.

Pelillo: «Il prossimo Governo deve essere più attento alle ragioni del Mezzogiorno. Se ci trovassimo di nuovo Tremonti e le sue politiche per il Sud la situazione sarebbe preoccupante. Nel 2006 i Fondi Fas ammontavano a 3,6 miliardi di euro. Per la Puglia alla fine è arrivato appena 1 miliardo. I Fas sono stati svuotati, persi nel nulla. Se non ci fosse stato Fitto, che si è battuto allo strenuo per mantenere quelle risorse, in Puglia non sarebbe arrivato nulla. L’altra priorità è Taranto. Finalmente siamo riusciti ad entrare nell’agenda del Governo, ora ci vogliono azioni per tutelare il territorio. In conclusione, ci sono tanti investimenti che arriveranno sul territorio, alcuni hanno una copertura economica, altri ce ne saranno. L’obiettivo è quello di non perdere di vista Taranto e i tarantini».

Chiarelli: «Sono fiducioso per il futuro. Il programma del Pdl può dare una grossa spinta al Sud. Come priorità? Non si discute: la provincia di Taranto, la più maltrattata delle province pugliesi. Qualora andassi in Parlamento mi impegnerei a portare Taranto fuori dalla crisi che l’ha colpita negli ultimi decenni».

Come avete affrontato questa campagna elettorale? Per voi si tratta di un esordio da “aspiranti parlamentari”.

Chiarelli: «E’ stata una campagna elettorale strana. Non è vero che i candidati non hanno il loro peso. Una campagna elettorale che per il 70% è fatta dai grandi leader ma gli altri candidati stanno sul territorio per interagire con la gente comune e con i mass media. Circostanze che non si riscontrano con Grillo. Nessuno sa quali saranno i parlamentari di quel movimento che andranno in Parlamento. Il voto di protesta è fine a se stesso. Il 26 sera, coloro che hanno fatto voto di protesta, non avranno fatto nulla per cambiare il Paese. Ci troviamo al cospetto di una persona che non accetta il confronto, che non dice cosa farà, e che ha fatto per anni il comico a pagamento. Per questo faccio appello al voto utile».

Pelillo: «Sono d’accordo sulla campagna elettorale strana ma anche confusa e gridata. Eravamo abituati ad un bipolarismo imperfetto che ci permetteva di confrontarci chiaramente. Nel 2006 il centrosinistra aveva 13 simboli, oggi ce ne sono solo 3. Nonostante questo ci ritroviamo con 26 e 25 simboli sulla scheda elettorale e 5-6 coalizioni. Tutti dicono tutto ed il contrario. Così è difficilissimo entrare nel merito delle cose. Manca il confronto, non si conoscono neanche i candidati di Grillo che sembrano essere stati segregati chissà dove. Anche la coalizione di Ingroia risulta essere una marmellata dal sapore rancido. Parliamo di una persona, tanto vicina allo Stato, da chiamare la sua lista “Rivoluzione Civile”. Poi c’è Berlusconi, il più grande venditore di tutti i tempi. Ma Berlusconi, si sa, è un fatto acquisito della politica italiana. L’idea che sta cercando di dare Bersani è invece quella di un voto utile a governare tranquillamente il Paese».

Consigliere Chiarelli, l’annuncio di Berlusconi relativo alla restituzione dell’Imu ha scatenato molte polemiche. Ultima, in ordine di tempo, quella sul modulo recapitato a casa degli italiani. Si poteva evitare?
«Il centrosinistra è abituato a credere di essere il verbo assoluto. Al netto dei comportamenti che possono essere giudicati censurabili, Silvio Berlusconi è bravo a governare. Nel 2006 ha detto che avrebbe tolto l’Ici e lo ha fatto. Ora ha detto che toglierà l’Imu e gli italiani sanno che farà anche questo. Queste sono garanzie e non promesse. Ci troviamo in un momento in cui bisogna essere contenuti nei programmi. Bersani e Monti duellano alla luce del sole e poi, di nascosto, dialogano. Senza scordare che gli italiani si potrebbero ritrovare con una maggioranza in cui c’è sia Vendola che Casini. Il diavolo e l’acqua santa».

Da questa campagna elettorale è sparito ogni riferimento alle problematiche legate all’Ilva. Cosa farete in Parlamento per tutelare lavoro e ambiente?
Pelillo: «Dopo il voto prevarrà il buonsenso, stemperando quel conflitto istituzionale che ha rallentato gli eventi. La strada è quella dell’applicazione della legge 231. Una legge che ha suscitato perplessità fondate ma che ha il pregio di aver tracciato un percorso per la proprietà dell’azienda e per lo Stato. Questo territorio è in credito nei confronti di Riva ma anche dello Stato. Un percorso che prevede che l’azienda rispetti i vincoli dell’Aia, che la proprietà sia sorvegliata da un garante. Un percorso con una capacità sanzionatoria che può arrivare anche all’amministrazione controllata. Ecco, in questo film vorrei vedere la parola fine».

Certo, ma per l’azienda, l’adeguamento all’Aia ha comportato l’annuncio di cassa per 6.500 lavoratori.

Pelillo: «Mi sembra di aver percepito che questa richiesta sia esagerata. Saranno altri a decidere. A me interessa che questa industria sia capace di garantire lavoro e salute, altrimenti lo Stato deve assumersi la responsabilità di trovare un “piano B”».

Chiarelli: «L’Ilva deve restare ma deve conciliare ambiente e lavoro. Sul tavolo c’è una questione di emergenza che il Governo non potrà fare a meno di considerare. Lo Stato è in debito con Taranto. Se l’azienda non provvede, è lo Stato che deve farsi carico della situazione. Sono moderatamente fiducioso».

Palese, Rana e Condemi. Cos’è mancato al centrodestra nelle ultime sfide elettorali in Regione, Provincia e Comune?
Chiarelli: «Del centrosinistra ammiro la sintesi, nonostante tutto sono sempre uniti. Una condizione indispensabile in politica. Mi auguro che la mia candidatura possa portare un po’ di serenità al centrodestra. Abbiamo ampliato la squadra. Oltre ad At6 e Condemi c’è tanta gente nuova che si è avvicinata al partito, in queste ultime settimane. Un cambiamento che si è concretizzato anche a Martina Franca, dove gli ex candidati sindaco hanno scelto di sostenere la mia candidatura».

Al contrario Regione, Provincia e Comune di Taranto sono state governate, negli ultimi 6-8 anni, dal centrosinistra. Non ci sembra che le condizioni del nostro territorio siano migliorate.
Pelillo: «Francamente ho un’impressione diversa. Alcune cose sono cambiate in positivo per la Puglia. Ma non si deve dimenticare il contesto storico. Tutto è capitato in un momento di crisi senza precedenti. Dal 2008 ad oggi il Mondo si è capovolto. Abbiamo scontato una crisi di sistema. Anche per questo, con tutti i limiti e gli errori, per i quali è inutile nascondersi dietro un dito, il Pd, nel complesso, ha tenuto bene, non facendo mai mancare il sostegno ai cittadini ed alle imprese. Certo si potrebbe fare di più, si dovrebbe vincere per dare stabilità al Paese».

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