11 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 11 Maggio 2021 alle 21:25:15

Cronaca

Marò a casa, voto e non solo


Per votare, ma non solo. La Corte suprema di New Delhi ha concesso questa mattina, poco prima delle 8 ora italiana, un permesso di quattro settimane al tarantino Massimiliano Latorre ed al barese Salvatore Girone, gli ormai notissimi marò italiani accusati dell’omicidio di due pescatori.

Nel concedere il permesso, la sezione della Corte Suprema presieduta dal giudice capo Altamas Kabir ha chiesto ai due fucilieri di Martina di firmare un ‘affidavit’ relativamente ai loro obblighi nei confronti della giustizia indiana.

E’ stata chiesta come garanzia anche una lettera all’ambasciatore d’Italia Daniele Mancini in cui il diplomatico si impegna ad assicurare il ritorno dei due militari-imputati. Si tratta di una impegnativa simile a quella presentata all’Alta Corte del Kerala in occasione della precedente licenza natalizia.

Durante la discussione, durata una trentina di minuti, il vice procuratore dello Stato ha espresso la sua contrarietà alla concessione del permesso. Per il magistrato, la petizione doveva essere presentata direttamente dai militari pugliesi, che sono ancora sotto processo in base all’articolo 302 (omicidio) del codice penale indiano; inoltre, pende ancora una denuncia della polizia del Kerala nei loro confronti.

Dopo aver sentito le considerazioni, il giudice Kabir ha ricordato che nella sentenza del 18 gennaio relativa al ricorso italiano sulla giurisdizione aveva ordinato al governo di New Delhi di avviare la costituzione di un tribunale speciale per giudicare gli italiani e che ciò non era stato ancora fatto. Ha quindi deciso di autorizzare un permesso della durata di quattro settimane come richiesto dalla parte italiana.

IL GIALLO DEI PASSAPORTI
I due marò torneranno a casa con un documento provvisorio, in quanto i loro passaporti non si trovano. Dopo il trasferimento dei marò nella capitale indiana il 18 gennaio scorso, il tribunale di Kollam aveva spedito i documenti via posta al ministero degli Interni, ma secondo fonti del dicastero il “trasferimento sarebbe in tramite”.

Per ora risultano però introvabili. “E’ uno sviluppo molto positivo e provo grande soddisfazione” la dichiarazione del ministro degli Esteri Giulio Terzi. “Il permesso consentirà ai nostri due ragazzi di esercitare il loro diritto di voto e di trascorrere quattro settimane con i loro familiari in Italia, ma anche perché la decisione di oggi conferma il clima di fiducia e collaborazione con le autorità indiane e lascia ben sperare per un positivo esito della vicenda”.

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