Cronaca

Cozze alla diossina: 22 rinviati a giudizio

Immettevano nel mercato cozze velenose

Sequestro di cozze
Sequestro di cozze

Sono stati rinviati a giudizio in 22, accusati a vario titolo di associazione a delinquere, furto, ricettazione, distribuzione e successiva commercializzazione su tutto il territorio nazionale di prodotti ittici contaminati. Resta invece stralciata la posizione di alcuni dei principali indagati accusati di associazione per delinquere.

L’indagine è quella denominata “passo e chiudo” che a novembre 2018 mise alla luce un traffico illecito di cozze alla diossina che partiva da Taranto per raggiungere il mercato nazionale.

L’attività investigativa scattò dopo le denunce presentate da alcuni mitilicoltori, vittime di ingenti furti di prodotti ittici, e portò alla luce l’esistenza di un vero e proprio
“mercato parallelo” di prodotti contaminati chimicamente e biologicamente che, immessi nella filiera tramite la contraffazione della tracciabilità, venivano spacciato come prodotti di alta qualità, ma pericolosissimo per la salute pubblica.
In particolare, i militari della Guardia Costiera accertarono l’esistenza di una organizzazione che sistematicamente rubava i mitili da impianti situati nel 1° e 2° seno del Mar Piccolo e li coltivava abusivamente in impianti illegittimi per poi distribuirli ad acquirenti di fiducia locali che a loro volta li commercializzavano sui banchetti installati nelle vie tarantine ma anche
a grandi centri di spedizione.
Il sistema consentiva al gruppo coinvolti di aggirare, così, le stringenti normative sanitarie in materia che prevedono lunghi ed accurati cicli depurativi dei mitili, nonché
le previste movimentazioni del prodotto, finalizzati ad abbattere la contaminazione batterica e i livelli di Pcb e diossine.

L’udienza preliminare per i 22 imputati è stata fissata presso il Tribunale di Taranto per il 7 febbraio 2020.

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