Cronaca

Piove: oggi non si lavora


Il giorno prima piove e al mercato salta una giornata di lavoro. Anche se gli operatori avevano pagato la tassa per l’occupazione del suolo pubblico. E anche se chi tra loro arriva dalla provincia o anche da fuori Taranto si è accollato le spese per arrivare sul posto e accorgersi che con le pozzanghere che allontanano i clienti sarebbe stato inutile – oltre che impossibile – allestire le bancarelle del mercato.

Succede alla Salinella. Anzi, succede ancora alla Salinella. A sollevare tutti i disagi della situazione è Giovanni Castellano, della Fivag Cisl. Ieri mattina c’era il sole. Eppure, con la pioggia caduta abbondantemente giovedì, al mattino ci si è ritrovati tra laghi e fanghiglia. La zona nei pressi della chiesa Santa Famiglia diventa off-limits, per gli ambulanti che non possono montare tendoni e banchi di vendita. Ma anche per i clienti che al mercato non vanno certamente in zattera.

“Due settimane fa a questi operatori era stato promesso che la situazione sarebbe stata risolta” protesta Castellano. “Invece siamo alle solite. Molti degli operatori – una trentina quelli ai quali è assegnata la zona, su un totale di circa 180 – hanno rinunciato a mettere le bancarelle”. Ma non hanno visto solo sfumare una giornata di lavoro e i relativi incassi. “Avevano già pagato al Comune l’occupazione del suolo pubblico, che si versa in anticipo, alcuni di loro arrivano da Ostuni, da Fasano: hanno perso anche i soldi della benzina”. Il segretario della Fivag insiste: “Al Comune forse può sembrare un problema da poco, ma qui quando piove non si può lavorare”. Diventano vitali quei interventi del contratto di quartiere attesi da anni. “I primi interventi sono stati fatti cinque anni fa. Da allora aspettiamo che sia fatta la pavimentazione nella zona della chiesa”.

E, nel frattempo, quando piove sono guai. Nell’acqua e nel fango non si può tenere il mercato. Cinque anni sono davvero troppi, tra un po’ anche i lavori andati in porto avranno bisogno di un ritocchino.

Non se la passano meglio i cinquanta ambulanti ai quali sono assegnati gli stalli lungo il perimetro del mercato coperto: lì l’asfalto è bombardato da buche grandi e piccole, vere trappole per i pedoni.

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