15 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 15 Maggio 2021 alle 14:20:20

Cronaca

Sindacati, ora è rottura totale tra Fim Cisl e Fiom


Una nota che arriva a squarciare un placido sabato pre elettorale. E che segna un nuovo livello di scontro tra sindacati, mai così violento. La “Dichiarazione del segr. nazionale Fim-Cisl, Marco Bentivogli” segna una nuova tappa della contrapposizione con la Fiom Cgil. Il tema, manco a dirlo, è l’Ilva di Taranto.

Scrive il capo nazionale dei metalmeccanici cislini: “Voglio far rilevare che la sottoscrizione dell’accordo sulla Cassa in deroga non ha nulla a che vedere con l’ipotesi da noi proposta, di utilizzo dei contratti di solidarietà. L’accordo sulla Cassa in deroga copre il periodo di sospensione fino al 2 marzo. La trattativa sulla Cassa integrazione straordinaria, per oltre 6500 lavoratori, non è ancora avviata. Nell’ultimo incontro tenutosi a Roma, abbiamo già fatto sapere che sosterremo l’utilizzo dei contratti di solidarietà, al posto in luogo della Cassa integrazione straordinaria. Comprendiamo l’abitudine a parlare con politici mascherati da sindacalisti che “decidono il da farsi” sulla base di sondaggi e articoli di stampa, ma ci teniamo a precisare che la nostra scelta sui contratti di solidarietà deriva dalla loro praticabilità frutto di una attenta analisi delle aree coinvolte e dalla scansione temporale dagli interventi ambientalizzazione dell’Aia”.

“Continuiamo a preferire – continua – un percorso unitario per problemi gravi come quelli dell’Ilva, ma da alcuni mesi la Fiom-Cgil è letteralmente sparita da Taranto e anche gli scavalcamenti a sinistra e finanche le contrapposizioni sono del tutto teorica per mancanza dell’interlocutore, e per tanto visibili soltanto agli occhi di taluni giornalisti. Comprendiamo tuttavia che per poter contrastare il sostegno generalizzato in tutta Italia della lista Ingroia della parte della Fiom nazionale, in Puglia e Piemonte – regioni in cui si è spostata l’attenzione su Vendola e Airaudo – hanno bisogno di un supplemento di impegno nella campagna elettorale a scapito di questo difficilissimo quadro sindacale. Speriamo da martedì di poter ridiscutere di lavoro industriale”.

La vicenda Ilva, quindi, assume sempre più i contorni del tutti contro tutti: azienda contro custodi, sindacalisti contro sindacalisti. Ed alle porte c’è la cassa integrazione di massa.

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