Il caso

​Chi vuole abolire i contributi alla stampa ne vedrebbe sprecare molti di più​

Dubbi e perplessità anche sul redddito di cittadinanza

Cronaca
Taranto lunedì 05 novembre 2018
di Silvano Trevisani
Giornali
Giornali © n.c.

L’abolizione dei contributi alla stampa suona come una vera e propria vendetta da parte dei Cinque stelle, tenuto conto che lo Stato ora dà davvero ormai pochi spiccioli, rispetto a quando a distribuire le risorse era Berlusconi che portò a 500 milioni il costo per accontentare il plotone dei suoi sostenitori guidati da Giuliano Ferrara. Già i tagli operati da Monti si sono dimostrati letali: hanno chiuso molti giornali, compreso il “Corriere del Giorno” del quale sono stato socio per un quarto di secolo. Rispetto ai fondi risparmiati con i tagli operati da Monti con il mio giornale, il governo ha speso tanti soldi in sostegno al reddito, non ha più incassato l’Irpef e le altre tassazioni, ha privato l’Inps dei contributi previdenziali e ha tagliato un’impresa molto attiva, eliminando una trentina di posti di lavoro.

Anche la cassa dei giornalisti, l’Inpgi, ha ricevuto un grande danno, non potendo più incassare i contributi ma dovendo solo pagare. Compresa la mia pensione! Se il sostegno all’editoria, in un Paese che legge poco, che è succube della tv e ora anche del web politico, è considerato assistenzialismo, come definire il condono, che premia gli evasori, i furbacchioni, gli edificatori abusivi (di Ischia e non solo)? Come considerare il reddito di cittadinanza che premierà soprattutto chi non dovrebbe riceverlo? A proposito di reddito: non sono contrario in linea di principio allo strumento che, in un altro Paese (in tutti gli altri paesi europei) avrebbe un senso, ma quel che ce ne hanno detto finora, è semplicemente allucinante.

Perché? Riassumo i concetti che tutti dovremmo aver chiari se non fossimo abbagliati da posizioni politiche preconcette, cominciando però con l’ammettere, tranquillamente, che il voto dato dai nostri giovani ai 5 Stelle era l’unica “rivoluzione” ancora possibile, nelle condizioni attuali. Ai tempi nostri, avremmo sfidato le manganellate della polizia, ma oggi, i giovani non hanno altra forza che spingere una scheda elettorale che recita così: “Andate tutti quanti a quel paese... speriamo che almeno i grillini facciano qualcosa!”. Perché sono ridotti così (i nostri giovani)? Per colpa nostra, che abbiamo ucciso tutti gli ideali che non si discutano ai tavoli del bar, impugnando un cocktail.

Il reddito di cittadinanza? Io lo vorrei perché ho due figli disoccupati, uno dei quali si è laureato quattro anni fa e ha trovato solo pochissime occasioni di... sfruttamento. Ma lui non lo percepirà, perché è a casa con me e vale il mio Isee... a meno che non lo cacci di casa o finga che abbia la residenza altrove. Invece lo prenderanno, il reddito di cittadinanza: i parcheggiatori abusivi, i pusher, le prostitute, i ladri d’auto, i truffatori e così via, nonostante i loro lauti guadagni, perché lavorano in nero. E nessuno andrebbe a mettere in discussione i loro diritti sacrosanti!

Altro che sei anni di carcere: sei anni di risate! Vorrei vedere, poi, chi metterebbe in discussione il diritto al reddito di coloro che occupano da anni abusivamente case pubbliche o altrui: la casa che occupano non è loro e quindi non è caricata nell’Isee, anche se ne fruiscono! Ammesso che poi questa pantomima di Isee dica qualche verità, com’è ampiamente smentito dai fatti. Andiamo alla modalità di erogazione: ad agire dovrebbero essere i centri per l’impiego, che hanno ora il personale contato e molto avanti negli anni, anzi... se va a regime la quota 100 per i pensionati, potrebbero scappare in massa... davanti al rischio di dover risolvere da soli i problemi del Paese!

Ma no, mi risponderebbe uno meglio informato: stai dicendo un cumulo di fesserie, perché è certo che i centri per l’impiego saranno riformati e che è stato anche stanziato un miliardo per questo. Già! Ma che faranno? Assumeranno altro personale? Devono farlo per concorso, essendo pubblico impiego. E quando saranno fatti i bandi? E le graduatorie? E la formazione degli operatori? Ma ammesso che gli operatori si creino dal nulla come per miracolo, siamo già a Natale ancora non si intravede un disegno di decreto, anzi: siamo in attesa che il Parlamento vari tutta la manovra. Quando arrivano questi soldi? Già! Dimenticavo che i centri per l’impiego devono inventare i corsi di formazione da impartire ai recettori del trattamento. Ma formazione in che cosa? Chi li fa questi corsi? Dobbiamo assumere anche i formatori? E per insegnare cosa? Per insegnare a zappare a coloro che, avendo avuto il terzo figlio, possono avere la terra!?

Beh, questo argomento rimandiamolo a dopo... ma vorrei proprio sapere chi forma a quale lavoro? E poi: è certo che la norma prevederà che non si possono rifiutare più di tre proposte di lavoro, se no si perde il sussidio! Qui le risate ci spingono alle lacrime! Tre proposte di lavoro!? Il 95% degli iscritti al collocamento non ne ha mai ricevuto una! Ora dovrebbe riceverne tre!? Ah! Ah! Ah! Mi sfuggiva un particolare trascurabile: i recettori dell’assegno devono lavorare otto ore per il Comune. A fare cosa? A raccogliere i fogli caduti dalle scrivanie degli impiegati comunali? Chi li gestisce o spiega loro che lavoro si richiede? Chi li forma? I dipendenti comunali in esubero, che fanno opera di volontariato, che hanno tempo da perdere o che ricevono uno straordinario?

Difficile sarà convincere i parcheggiatori abusivi, che imperversano sempre più numerosi e che riceveranno sicuramente il sussidio perché nullatenenti documentatamente, a lasciare scoperto il posto per otto ore, a rischio che lo occupi qualcun altro! Non dimenticavo qualcos’altro? Ah sì. Non saranno dati soldi in contanti, perché non vengano sprecati alle slot machine ma saranno versati sul conto corrente, da tenere a spese del fruitore, che potrà spendere solo per generi di prima necessità! Insomma: come il bonus di 500 euro per i diciottenni da spendere in cultura, che poi si rivendevano a prezzo scontato per avere il contante? No! Peggio! Quella tessera da utilizzare solo per i generi di prima necessità, servirà per le spese della mamma, della nonna, dei fratelli, che al recettore del reddito di cittadinanza daranno, in cambio, il denaro in contante da spendere come gli pare!

O forse il governo ha intenzione di mettere un finanziere dietro ogni recettore per controllare se la spesa alimentare va a finire sulla sua tavola? Vogliamo parlare ora delle famiglie con tre figli che ricevono la terra? No! Fa troppo ridere! Riserviamo l’argomento per la prossima puntata. Perciò, caro Crimi, che dovevi trasmettere le riunioni politica in streaming a tutto il mondo e invece ti si vede sempre meno: lasciali stare i giornali, che sono uno degli ultimi presìdi di libertà, di democrazia, di intelligenza. Lo so questo potrebbe essere un deterrente! Ma al posto tuo comincerei a leggerli e a interpretarli. Sono sicuro che ti ricordi come si fa.

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I commenti degli utenti
  • Fra ha scritto il 05 novembre 2018 alle 09:51 :

    Comunque è assurdo tutti quelli che stanno bene soffrono per questa manovra ,ma perché ? Sembra una paura di perdere un altro privilegio ,non potete incantare tutti ,in Europa funziona così ,dobbiamo adeguarci e cambiare il sistema ,non si può credere che ci sia la povertà voluta ,deve finire questo ,è assurdo pensare che parte della popolazione vive in miseria e vedere che c’è gente che gufa contro i buoni sistemi attuativi del governo ,credo che sia un mondo ingiusto ,di nuovo le classi sociali ,di nuovo i ricchi che vogliono fregare i poveri , il nuovo governo ha idee più coinvolgenti ,pensano a tutto e a tutti in qualche modo ,essere cittadino italiano non conviene più a nessuno a confronto dell’europa ,adesso si cerca di rilanciare il nostro paese e ancora Ci sono critiche ,nah!! Rispondi a Fra