Le dimissioni del sindaco

«La città non può permettersi un'altra gestione commissariale»

Appelli e lettere a sostegno di Rinaldo Melucci

Cronaca
Taranto sabato 10 novembre 2018
di La Redazione
Il sindaco Rinaldo Melucci
Il sindaco Rinaldo Melucci © n.c.

«Ho avuto già occasione di rivolgere al Sindaco Melucci la mia condivisione morale per le dimissioni rassegnate a seguito del voto per il Presidente della Provincia ma anche il mio sollecito ad una approfondita riflessione significandogli che Taranto non può permettersi un’altra gestione commissariale».
Così Salvatore Brisci, consigliere comunale “Centristi per Taranto”, in riferimento alle dimissioni presentate dal sindaco Rinaldo Melucci, dopo la sconfitta alle elezioni provinciali.
«Nei giorni scorsi, in una affollata conferenza stampa, il vicepresidente e amministratore delegato di Arcerlor Mittal Italia, nell’illustrare il Piano Industriale ed Ambientale del prossimo futuro del colosso dell’acciaio che insiste sul nostro territorio, ha pronosticato intese e relazioni positive con la città di Taranto e la sua popolazione dichiarando di volere intessere con la nostra città “(...) un rapporto di buon vicinato (...)”. A tale affermazione, impegni e propositi - sottolinea Brisci - mi sono però chiesto con quale interlocutore istituzionale, rappresentante del voto e consenso popolare, tale “rapporto” potrà intrattenersi, stante le dimissioni del Sindaco Melucci e la consequenziale paventata gestione commissariale? Ecco che, oltre che averlo fatto nel privato, pubblicamente rinnovo il pressante invito a Rinaldo Melucci di ritirare le dimissioni prodotte, sicuro anche come sono, che vi è nel Consiglio Comunale di Taranto una maggioranza che con lo stesso Melucci potrà continuare e realizzare compiutamente le opere di fattivo progresso sin qui poste in cantiere ed ancora da porre come quel voto e consenso popolare ha indicato favorendo e scegliendo il proprio sindaco e la sua squadra consiliare».
Anche Piero Romano, direttore artistico dell’orchestra Ico Magna Grecia, interviene sull’argomento con una “Lettera aperta alla mia bella città e al suo sindaco”. «Caro sindaco Rinaldo Melucci ascolti anche il mio incoraggiamento, sentito e cordiale, a riprendere posto nella cabina di comando e continuare così come stava facendo, con la preghiera di comunicare un po’ di più i progetti in essere alla sua città, perché non tutti hanno la fortuna di poter assistere in modo diretto al suo impegno serio e stoico. I numerosi apprezzamenti alla sua giunta sono un’attestazione di stima nei suoi confronti avendola lei nominata. Sento il dovere - spiega Piero Romano - di intervenire per dare anche io, in maniera modesta, ma al tempo stesso responsabile, il contributo ad una lettura dell’attuale momento storico di Taranto. La mia analisi è solo e soltanto quella di un operatore culturale e di un cittadino attivo, e non vuole e non potrebbe essere quella di un politologo e tantomeno quella di un politico. Fatte le dovute premesse devo ammettere che la situazione mi preoccupa e mi rattrista; Taranto è una città che merita di vedere giungere a compimento i progetti che vengono disegnati e promossi in sede elettorale».
Il direttore artistico dell’Orchestra della Magna Grecia da cittadino afferma di pretendere che «si concluda il percorso di chiunque sieda allo scranno più alto di questa città. È inaccettabile che un territorio rallenti la sua storia di crescita e di progresso. Non ricordo che ci sia stato un periodo scevro di polemiche e di vero e proprio odio (gli “haters” di professione), ma altrettanto non ricordo che ci sia stato un momento così determinante per il cambiamento di questa città come quello che stiamo vivendo. Cari concittadini - dichiara Piero Romano a conclusione del suo ragionamento - questo è il momento della fiducia, questo è il momento della ripresa, questo è il momento di pensare a quanto le nostre parole ed il nostro comportamento possano influire sul nostro futuro e quello dei nostri figli. Rispettiamo le Istituzioni che ci rappresentano perché loro sono lo specchio della nostra vita cittadina e devono garantire, a loro volta, il rispetto dei nostri diritti ai tavoli di comando. Io ci credo».

Lascia il tuo commento
commenti