08 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 08 Maggio 2021 alle 08:30:10

Cronaca

Ilva, presentato il nuovo ricorso


Puntuale, come da previsioni. E’ stato depositato questa mattina, dagli avvocati Egidio Albanese (nella foto) e Francesco De Luca, il ricorso dell’Ilva contro il provvedimento del gip Todisco che dispone la vendita di coils e semilavorati sequestrati perchè ‘corpo di reato’ e a rischio di deteriorabilità. L’azienda contesta la destinazione del ricavato, un conto bloccato in attesa della definizione della vicenda giudiziaria, lamentando la violazione del diritto d’impresa.

Si rinnova così quell’iter – provvedimento del giudice, appello al riesame – che dalla scorsa estate sta scandendo, in tribunale, la vita dell’Ilva, mentre in azienda si continua a produrre (ed inquinare, come sostengono i magistrati e denunciano gli ambientalisti) e a Roma si prendono le decisione chiave, prima con la legge 231 – la Salva Ilva – e, poi, con i verdetti della Corte Costituzionale – ad aprile la prossima scadenza. Intanto, un ‘verdetto’ importante è scritto nel verbale con il quale i custodi giudiziari incaricati di vendere l’acciaio sotto sequestro, fanno un rendiconto della loro ultima tappa nella più grande acciaieria d’Europa.

Il pool di custodi ha visto il responsabile degli affari legali, Francesco Brescia, e quindi il nuovo direttore dello stabilimento di Taranto, Antonio Lupoli. Non c’è stato l’incontro con il presidente, Ferrante, che ha preferito ‘delegare’ il suo braccio legale e quello operativo. Attraverso l’avv. Brescia, l’Ilva ha confermato ai custodi quanto ha già comunicato e ufficializzato anche con una lettera al procuratore Franco Sebastio dal presidente del cda, lo stesso Ferrante: e cioè che l’azienda non offrirà alcuna collaborazione per la vendita dei prodotti.

“L’azienda, inoltre, diffida soggetti terzi per quanto riguarda la vendita annunciando possibili azioni risarcitorie, sottolineando che la legge 231 autorizza l’Ilva sia a produrre che a commercializzare i prodotti” è quanto spiegato dall’Ilva. Partendo dal fatto che le merci possono deteriorarsi e quindi perdere di valore economico, come spiegato dai custodi, il gip Todisco ha disposto che i custodi stessi – gli ing. Barbara Valenzano, Emanuela Laterza, Claudio Lofrumento e il commercialista Mario Tagarelli – vendano direttamente le merci e trasferiscano il ricavato in un deposito vincolato che varrà ai fini dell’eventuale confisca. Ricorso permettendo.

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