23 Ottobre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 22 Ottobre 2021 alle 19:48:24

Cronaca

Processo Misseri, “Un patto familiare scellerato”


“Massacro”. “Patto scellerato”. “Lacrime di plastica”. Parole pesantissime, quelle sentite oggi nell’aula Alessandrini del tribunale, dove in corte d’assise va in scena la prima puntata della requisitoria nel processo più ‘mediatico’ di sempre, quello per l’omicidio della piccola Sarah Scazzi, strangolata e gettata in un pozzo il 26 agosto 2010.

“Il massacro di una bambina di quindici anni” l’ha definito il pubblico ministero Mariano Buccoliero, che domani formulerà le richieste di condanna prima di passare il testimone al procuratore aggiunto Pietro Argentino.

Stamattina il dott. Buccoliero ha dipinto l’affresco che raffigura il ‘delitto di Avetrana’. “Gli imputati hanno detto una serie di falsità, a cominciare da Michele Misseri che si accusa del delitto ma non ha neppure visto uccidere Sarah. Lui, riferendo che era stata la figlia Sabrina per poi tornare ad accusarsi del delitto, ha rotto un patto familiare scellerato. In questo processo abbiamo assistito a lacrime di plastica”, ha aggiunto il pm facendo riferimento alle deposizioni in aula di Michele Misseri, zio della vittima, e della figlia Sabrina, accusata dell’omicidio insieme alla madre, Cosima Serrano.

“E’ impossibile che Michele – ha proseguito Buccoliero – abbia potuto uccidere Sarah” per una serie di “fatti temporali, testimonianze, le perizie dei Ros”. Non è credibile che “un padre accusi la figlia dell’omicidio della cugina perché glielo hanno detto il suo avvocato dell’epoca e la dottoressa Bruzzone. Il primo teste di accusa – ha incalzato il pm – è Sarah Scazzi che purtroppo non può essere smentito, con i suoi scritti sul diario, con le tracce del suo cellulare e i segni sul povero corpo martoriato”.

“Il delitto è stato commesso in casa, dove in quel momento c’erano tre persone: Sabrina, Cosima e Michele. Lasciamo stare le chiacchiere di Michele Misseri, questo è il processo di Sabrina Misseri”, ha aggiunto, “per i rapporti familiari, per la ricostruzione dei tempi dell’omicidio, dei depistaggi, non solo quelli riguardanti la badante e il padre di Sarah ma quelli iniziati dai momenti successivi al delitto”.

Ancora su Sabrina: dopo la scomparsa di Sarah “è stata sentita dagli inquirenti ma non ha mai fatto riferimento ai rapporti con Ivano Russo e alla lite della sera prima nel pub tra lei e Sarah. Sabrina avrebbe potuto parlare di screzio o di Sarah turbata, al massimo per la partenza del fratello. Lo ha fatto un’altra testimone, Stefania De Luca, che si è presentata spontaneamente” e che per questo viene considerata “molto credibile”.

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