La richiesta

​Appalti per le grandi opere, «Ricadute nulle per il nostro territorio»​

​L’appello di Confartigianato al prefetto affinché «Crei le condizioni per ricucire questo strappo tra interventi di respiro nazionale ed economia locale»​

Cronaca
Taranto lunedì 26 novembre 2018
di La Redazione
Una veduta del Mar Piccolo - Tamburi
Una veduta del Mar Piccolo - Tamburi © Tbs

«La realtà jonica vive un duplice dramma: ambientale ed occupazionale. In tal senso la realizzazione delle “grandi opere” sul territorio, finalizzate all’ambientalizzazione, avrebbero dovuto creare un circuito virtuoso in grado di far crescere l’economia attraverso il coinvolgimento delle imprese locali. Così finora non è stato. Anzi le aziende tarantine si vedono paradossalmente ospiti in casa propria: una vera beffa che tradisce e calpesta l’art. 9 dell’Atto costitutivo del Cis che prevede appunto la compartecipazione delle realtà produttive locali. Il tutto in un’assordante silenzio, come segnato dalla rassegnazione».

È la denuncia di Confartigianato Taranto in relazione a quanto previsto dal Contratto Istituzionale di Sviluppo. Nelle scorse settimane, sull’argomento era intervenuta la Cassa Edile di Taranto, che proprio sulla stagione delle grandi opere in ambito industriale e infrastrutturale, ha posto al centro dell’attenzione un dato tecnico: «Sono partiti i cantieri che riguardano gli interventi di ambientalizzazione del grande apparato siderurgico, ma sono in fase di progressiva evoluzione anche gli appalti che riguardo le infrastrutture materiali per il modello di sviluppo integrato della nostra provincia rispetto al manifatturiero industriale eppure in Cassa Edile le ore lavorate hanno subito solo un lievissimo incremento.

Nulla di apprezzabile rispetto alle aspettative nutrite al cospetto alla stagione delle grandi opere preconizzata per Taranto». Per la Cassa Edile sono «ancora troppo poche le imprese e i lavoratori tarantini coinvolti in questa fase». Sulla stessa lunghezza d’onda Confartigianato Taranto. «Le imprese locali in più sedi e a più riprese hanno denunciato questo stato di pericolosa stagnazione ed emarginazione: di qui le tantissime richieste di intervento ai nostri rappresentanti istituzionali a tutti i livelli, dal Comune, alla Provincia, alla Regione e ai Parlamentari affinché la Politica, intesa non partiticamente ma come amministrazione della “cosa pubblica”, dia risposte concrete.

Finora troppe dichiarazioni d’intenti, tavole rotonde, passerelle che non hanno assolutamente invertito la rotta! Il voler mettere Taranto al centro dell’agenda nazionale si starebbe rivelando solo una pia illusione: “il piatto piange”, come dimostra lo scarso risultato di incremento delle ore lavorate per le maestranze locali, come già evidenziato qualche settimana addietro dalla Cassa Edile di Taranto. Proprio le ore lavorate sono il “termometro”, la “cartina al tornasole”: opere faraoniche che appena sfiorano le imprese tarantine.

Eppure quale migliore occasione di questa per dare una salvifica boccata d’ossigeno ai nostri lavoratori? Nulla di tutto questo!». Di qui l’appello di Confartigianato Taranto al prefetto affinché «in qualità di massimo rappresentante dello Stato sul territorio, crei le condizioni per ricucire questo strappo tra interventi di respiro nazionale ed economia locale, rappresentata dalle nostre aziende. L’idea della costituzione di un Osservatorio che monitori il coinvolgimento delle nostre imprese costituirebbe una preziosa garanzia. È l’ultima speranza per una Taranto da troppi anni terra di conquista, cannibalizzata dai forestieri che di fatto hanno eroso in misura esponenziale il reddito delle nostre imprese e la massa salari».

«In tal senso ben venga la nascita - alcuni giorni fa - del “Centro Operativo di Trasparenza e Legalità”, frutto della riunione in Prefettura del Tavolo di monitoraggio dei flussi di manodopera previsti dal Protocollo di Legalità sugli interventi di bonifica, ambientalizzazione e riqualificazione affidata ai Commissari Ilva in Amministrazione Straordinaria. È solo un primo passo in avanti, cui devono seguire numerosi altri, confidando che siano davvero concreti e forieri di benefici per le nostre realtà imprenditoriali, con l’auspicio altresì che la partecipazione a questi tavoli sia estesa anche alle organizzazioni di categoria rappresentative della piccola impresa e dell’artigianato, vero motore di un’economia che parte dal basso e che permette così la crescita dell’intero territorio».

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