La polemica

​«Il ponte Girevole non si aprirà più»​

I sindacati: «Taglio del 40% del personale»

Cronaca
Taranto sabato 01 dicembre 2018
di La Redazione
Il Ponte Girevole
Il Ponte Girevole © Tbs

«È stata un’amara sorpresa apprendere, nel corso della riunione del 26 novembre a Taranto, che le promesse del vertice militare nazionale non sono state mantenute. La nuova organizzazione di Marigenimil Taranto, illustrata alle organizzazioni territoriali, prevede infatti un taglio di decine di posti lavoro sia sulla tabella organica che sul personale esistente. E siamo solo agli inizi di quello che accadrà negli altri enti». È la denuncia dei sindacati di categoria in riferimento alla riorganizzazione del personale della Marina.

«Il personale del ponte Girevole subisce un taglio del 40%, rendendo di fatto la struttura non più operativa, nessun funzionario amministrativo è poi previsto nell’ufficio personale civile in cui sono stati destinati operai, nessun funzionario amministrativo all’Ufficio Relazioni con il pubblico, pur obbligatorio, non calcolati nei numeri complessivi il nuovo servizio di vigilanza che doveva aggiungersi all’organico esistente, e così via - si legge in una nota firmata dai rappresentanti sindacali di Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Pa, Flp Difesa, Confintesa, Confsal Unsa, Siad - Nell’evidenziare la disponibilità del direttore di Marigenimil Taranto a modificare la tabella organica in maniera più razionale, permane la ferità del taglio di posti di lavoro in un territorio che ha sacrificato negli anni vaste aree in favore della Marina militare sottraendole ad altre attività produttive. In verità la riorganizzazione delle Direzioni del Genio è già avvenuta 5 anni fa quando le 6 Direzioni generali furono scomposte in una moltitudine di strutture secondo il principio, imposto dal vertice militare di allora, secondo cui che ogni ente doveva avere autonomia di risorse umane e strumentali, in pratica chiudersi alla collaborazione con gli altri enti, in una visone antistorica di cui oggi registriamo il fallimento. Infatti la nuova organizzazione nazionale ripropone il ritorno al passato, dopo aver perduto anni, risorse ed energie. Da respingere è dunque l’ipotesi di ogni riduzione di organico».

I sindacati, quindi, proclamano lo stato di agitazione e chiedono un incontro con il Comandante del Comando Marittimo Sud. «Sollecitiamo le istituzioni locali ad assumere le iniziative necessarie, ed invitiamo le rispettive strutture nazionali ad intervenire presso il vertice militare e politico per impedire che il provvedimento, preannunciato per il 1° dicembre, possa essere consumato alle spalle della città di Taranto».

Lascia il tuo commento
commenti