Cronaca News

Rissa tra ragazzini e spunta un coltello

Ferito ad una gamba un bambino di dieci anni

Una gazzella dei carabinieri
Una gazzella dei carabinieri

Una zuffa tra ragazzini finisce con una coltellata.

L’inquietante episodio diviolen­za tra minorenni è avvenuto nel centro di Sava.

Durante una lite scoppiata per futili motivi tra tre ragazzini, tra i dieci e i dodici anni, il più piccolo che è di origine albane­se è stato raggiunto da una col­tellata ad una gamba.

A ferirlo è stato un dodicenne di Sava che ha usato la lama di un piccolo coltello multiuso.

E’ avvenuto domenica pomerig­gio nella centralissima via Del Prete a Sava sotto gli occhi di decine di persone le quali han­no diviso i tre ragazzini non ri­uscendo però ad impedire che la lite degenerasse. La piccola vittima è stata accompagnata all’ospedale “Marianna Gian­nuzzi” di Manduria dove è stata medicata e giudicata guaribile in sette giorni .

I carabinieri della locale Stazio­ ne e della Compagnia di Man­duria dopo aver affidato i ragaz­zi alle rispettive famiglie hanno segnalato l’espisodio al Tribu­nale di Minorenni di Taranto.

Purtroppo spesso accade che ragazzini rimangono coinvolti in risse. Calci, pugni, spinto­ni, insulti, per motivi banali. E spesso le botte vengono riprese con un telefonino cellulare di uno spettatore e il video viene fatto circolare nelle chat, crean­do un inquietante effetto tam tam.

Purtroppo sono in aumento le risse tra adolescenti previa ap­puntamento via social: è una moda che diventa sempre più pericolosa.

Hnno provocato scalpore, infat­ti quell risse avvenute lo scorso anno a Piacenza on appunta­mento sul web e combattimenti in strada. Un quindicenne era l’organizzatore degli incontri. Botte da orbi. Il rumore dei pu­gni in faccia, le urla di incita­mento di chi assisteva alla sce­na: tutti ragazzetti.

Le sfide, del tutto «fuorilegge», erano avvenute nelle vie centra­li di Piacenza. E si erano ripetu­te con impressionante regolarità ogni sabato, per tre settimane. Un fenomeno esploso all’im­provviso senza un perché, ma monitorato con attenzione dagli agenti della Questura di Pia­cenza in collaborazione con il Comando dei carabinieri che avevano identificato decine di ragazzi, sia italiani che stranie­ri, tutti protagonisti o spettato­ri dell’ennesima serie di match. Sei di loro tra chi ha combattu­to non hanno voluto sporgere denuncia. Dopo essere stati in­terrogati nella caserma dei ca­rabinieri sono stati però denun­ciati per rissa, reato per cui gli investigatori hanno proceduito d’ufficio. Ma quella di Sava è un’altra storia.

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