16 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 15 Maggio 2021 alle 14:20:20

Cronaca

Confratelli disorientati e divisi


Disorientati e divisi. Tra chi, alla notizia dello spostamento delle gare, ha subito pensato alla rivolta, spingendosi fino all’ipotesi ‘boicottaggio’. E chi si interroga sul senso e sulle modalità attraverso le quali dare sfogo al moto di protesta nato tra i confratelli.

All’indomani della decisione dell’arcivescovo di anticipare le gare delle due processioni – Addolorata e Misteri – al 16 marzo, interrompendo di botto una tradizione bicentenaria che le ha viste sempre svolgersi la domenica delle Palme, è complicato stabilire un percorso comune. I confratelli – del Carmine come dell’Addolorata – non nascondono il rammarico – la rabbia, la definisce, fuori dai denti, qualcuno di loro – alla notizia che li ha colti impreparati e che soprattutto fa pensare ad ulteriori modifiche per le prossime edizioni della Settimana Santa. Lo stesso mons Santoro ha parlato di un primo passo.

C’è chi ha anche pensato di raccogliere firme. Per ora una petizione ancora non c’è, ma i più confermano che la voce è subito circolata tra i confratelli che partecipano alla gare. Stesso stato d’animo, ma diversi orientamenti. D’altronde nella sola confraternita del Carmine si contano almeno duemila iscritti. Si attende il ritorno di mons Santoro da Roma. 

E intanto si vive una situazione di stallo nella quale si incastrano i commenti alla ‘bomba’ esplosa in piena Quaresima: “L’arcivescovo ha detto di voler restituire il giorno delle Palme alla famiglia” spiega Francesco, confratello del Carmine “ma noi anche le gare le viviamo come momento da condividere con i nostri cari”. Problemi anche pratici: dalle sale da prenotare al fatto che con le aste che precedono i Riti di più di dieci giorni anche i programmi vengono messi in discussione. Per non parlare di chi racimola fino all’ultimo la somma per “vestirsi” durante le processioni. O di chi deve ancora trovare un compagno per la ‘posta’. Le confraternite dovranno riconvocare i confratelli che avevano ricevuto “l’invito” per giorno 24. Intanto, oggi alla scuola Dante, all’iniziative del Cqv che aveva chiamato, come prassi, i due priori per spiegare alle nuove generazioni la Settimana Santa non c’erano nè Papalia, nè Liuzzi, perché ammalato.

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