Cronaca

«Deledda, bambini e docenti a rischio». Sindaco sott’accusa


«La legge stabilisce che il Sindaco, quale massima Autorità Sanitaria nel comune, “in caso di emergenze sanitarie adotti ordinanze urgenti al fine di fronteggiarle”, nonché “quale Ufficiale di Governo i provvedimenti al fine di prevenire o eliminare gravi pericoli di incolumità pubblica”: ovviamente, l’applicazione di tali norme, non sono discrezionali, ma devono applicarsi obbligatoriamente in tutte le ipotesi di gravi imminenze di minaccia della salute, come nel caso della scuola Grazia Deledda».

E’ quanto si legge in una nota a firma dell’avvocato Filippo Condemi e del consigliere comunale Aldo Renna in riferimento alla situazione di esposizione alle emissioni inquinanti cui sarebbero sottoposti gli alunni che frequentano la scuola elementare del rione Tamburi.

«Cosa esiste di più importante della salute dei bambini quando essi, con l’innocenza della inconsapevolezza di quanto li circonda e dell’inefficienza delle istituzioni, sorridenti e spensierati, si recano a scuola, inconsapevoli che quel luogo è tra i più inquinati, velenosi e patogeni dei Tamburi, vera anticamera di possibile compromissione della salute degli scolari nel silenzio operativo del sindaco di Taranto?
Lui conosce benissimo la disastrosa gravità dell’aria che respirano ad ogni palpito quei bambini, lì ancor più intensamente velenosa, rispetto ad altri luoghi dello stesso quartiere – spiegano dal Movimento Condemi. La legge di cui sopra, impone la perentorietà del sindaco di emettere l’ordinanza di chiusura della scuola e del trasferimento dell’attività in altro luogo a minor rischio il più lontano possibile dalle fonti inquinanti».

«Ma lui è sempre esitante nel prendere decisioni risolutive – proseguono -, non si comprende se per fatti caratteriali o per esecuzione di calcolata strategia diretta da terzi, così dimostrando di non avere la minima sensibilità per esigenze primarie dei cittadini, ancor più cogenti, nel caso trattasi di indifesi bambini. Ripiega su atti più semplici, la cui sola finalità come usa dire, è quella di “mettere le mani avanti”, “tranquillizzare”, come accaduto per l’ordinanza di divieto di raccolta delle lumache, superflua, e solo per “apparire”, visto che già esiste per i Tamburi una sua altra ordinanza di divieto di calpestio delle zone erbose, nonché altro atto della Regione che vieta per un raggio di 18 chilometri, in maniera più ampia, quanto da lui stabilito».

«La sua incapacità di assumersi responsabilità importanti – rimarcano Condemi e Renna – dovute dal tutore e difensore istituzionale dei diritti primari del popolo, equivale a quella di un poliziotto che, in presenza di un ladro in flagranza di reato, teme di arrestarlo e, invece di scattare a rincorrerlo, si ferma semplicemente a fischiare facendo così apparire di aver fatto il suo dovere: l’ordinanza di Stefàno che vieta la raccolta delle lumache, equivale al fischio del poliziotto: “far finta, far credere, e non gli importa se questo lo costringe a tenere gli occhi bassi”.

Quanto sopra per distogliere l’attenzione dei cittadini dalla sua mancanza di decisionalità nell’affrontare problemi gravissimi quali quelli della chiusura coatta della “Grazia Deledda”, con addebito delle spese di diversa collocazione a carico dell’Ilva, se non è disponibile una proprietà comunale. Per rimanere nel tema della similitudine del poliziotto, se egli è inidoneo caratterialmente a svolgere il suo ruolo di tanta importanza sociale, dovrebbe cambiare attività, così il sindaco, se inadeguato, e numerosi fatti ci hanno dato certezza di ciò, ha il dovere di dimettersi perché gli interessi primari del popolo riposti nelle sue mani, sono di grande importanza.

Ma, come già detto, forse i suoi comportamenti sono frutto di calcolo, se li vediamo col filtro delle compromettenti intercettazioni con il suo compagno Archinà. In entrambi i casi ha l’obbligo morale e politico di abbandonare il ruolo che oggi riveste: lo richiedono risultati mai raggiunti e danni arrecati con la sua inerzia nonché i cittadini scontenti e disorientati perché si ritrovano senza guida politica che dia speranza di uno spiraglio di crescita nel futuro». Quindi la richiesta, indirizzata al sindaco Stefàno, affinché «emetta immediatamente l’ordinanza di chiusura della suddetta scuola, anche per evitarci, altrettanto immediatamente, di procedere alla denuncia nei suoi confronti per omissione in atti di ufficio e concorso nell’eventuale malaugurata ipotesi dell’avverarsi di disturbi alla salute dei bambini e docenti della scuola».

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche