27 Ottobre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 27 Ottobre 2021 alle 16:59:00

Cronaca

Sciopero, l’Ilva si ferma per 24 ore. I sindacati: “Ora basta”


“Dopo alcuni anni in cui non si verificavano incidenti mortali, tre morti nel giro di pochi mesi sono fatti gravi e inaccettabili. La Fim Cisl chiede che si accertino subito le responsabilità di quanto accaduto e proporrà a Fiom e Uilm un’iniziativa di 24 ore di sciopero, il lavoro deve essere salubre e sicuro”.

Così Marco Bentivogli, segretario nazionale Fim Cisl, in città per il congresso della Fim di Taranto-Brindisi, commenta il drammatico incidente in cui ha perso la vita Ciro Moccia. Il segretario territoriale, Mimmo Panarelli, dice che “i conti con quadrano, probabilmente negli ultimi tempi l’attenzione aziendale sulla sicurezza è calata. Vogliamo chiarezza e soprattutto maggiore attenzione da parte dei preposti aziendali, all’applicazione minuziosa delle pratiche operative e procedure di sicurezza. Mi auspico che Ciro Moccia sia l’ultimo ‘martire’, assurdamente colpevole solo di voler lavorare in maniera onesta. Alla famiglia Moccia giunga la solidarietà della Fim-Cisl di Taranto. Al collega Antonio Liddi, rimasto coinvolto nell’incidente, l’augurio di una pronta guarigione. Che dire? Siamo costernati. Sono tragedie che non vorremmo mai commentare. Confidiamo nel buon lavoro di indagine, sulle cause dell’incidente, avviato dalla magistratura. Il nostro sciopero di 24 ore, proclamato unitariamente sia in Ilva che nell’Appalto e territorio, nasce per dire basta a questa assurda mattanza”.

L’Usb “ha immediatamente dichiarato lo sciopero di tutti i lavoratori per 24 ore”; lo Slai Cobas, in una nota, scrive che “in questa fabbrica la morte non si ferma mai: tre operai morti nel breve arco di pochi mesi”. La neo onorevole Donatella Duranti: “Sento l’insufficienza delle parole per esprimere la profonda tristezza, il senso di impotenza e l’indignazione per l’accaduto. Esprimo il più sentito cordoglio ai familiari dell’operaio deceduto e la vicinanza ai familiari dell’operaio rimasto gravemente ferito. Sommessamente, in questo momento di dolore di un’intera collettività, torno a sottolineare che non si deve mai dimenticare che quella fabbrica si regge sulla vita e sulla fatica di persone vere, protagoniste, loro malgrado, di una situazione che non hanno creato ma continuano a subire”.

“Sono fuori dai giochi e spero che a nessuno venga in mente di strumentalizzare e involgarire l’anima di questo mio intervento, che è solo un atto di dolore pubblico” scrive invece l’ex parlamentare Ludovico Vico: “L’incidente in cui ha perso la vita Ciro Moccia è avvenuto su un binario del piano di carica della batteria 9, una di quelle per intenderci in cui dovrebbero esserci i lavori di risanamento ambientale ma le dinamiche di questo omicidio di fabbrica hanno, allo stato dei fatti, più di qualche incongruenza sospetta che va immediatamente verificata e chiarita anche da parte del Garante per l’attuazione dell’Aia. Il ponteggio da dove Moccia è precipitato, è infatti in un’area dello stabilimento ferma proprio perché in rifacimento. Il cordoglio che va alla famiglia di questo lavoratore, se non si interverrà immediatamente facendo chiarezza rischia di rimanere esercizio inutile, retorico e vergognoso a cui io per primo intendo sottrarmi”.

“Siamo vicini alla famiglia” dice il presidente della Commissione Ambiente del Comune, Filippo Illiano. La Sede Provinciale dell’ANMIL di Taranto, “nella persona del Presidente Provinciale Emidio Deandri, esprime profondo cordoglio e vicinanza ai parenti per l’incidente dell’Ilva di Taranto; chiede, ancora una volta, che si accertino le responsabilità di quanto accaduto a tutela dei diritti di sicurezza dei luoghi di lavoro”.

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