25 Novembre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 25 Novembre 2020 alle 17:23:31

Cronaca

Ilva, un morto ed un ferito grave. In fabbrica il giorno più nero


Un ponteggio che cede, un tragico volo da una quindicina di metri. E’ morto così, mentre lavorava, quando non erano ancora le 5 del mattino, Ciro Moccia, professione operaio.

Un volto qualunque, da uomo buono, 42 anni, due figli di neppure diciott’anni. Nato a Portici, nel napoletano, Moccia è venuto a vivere a Taranto ed a morire nella grande fabbrica dell’acciaio, di cui era dipendente diretto, assunto nel 2002.

Manutentore del reparto dell’area a caldo: questa la sua qualifica, in ragione della quale era intervenuto, stanotte, con una squadra per l’operazione di ripristino di un binario della macchina caricatrice della cokeria. L’impianto, la batteria 9, è sottoposta ai lavori di risanamento ambientale.

Stando a quanto si è appreso, la passerella di carpenteria sulla quale Moccia stava lavorando ha improvvisamente ceduto. Per l’uomo non c’è stato nulla da fare, è morto sul colpo. Sono gravi le condizioni dell’altro lavoratore coinvolto, Antonio Liddi, 46 anni, alle dipendenze di una ditta dell’appalto.

Ha riportato fratture multiple, è ricoverato in ortopedia, ne avrà almeno per quaranta giorni ma non sarebbe in pericolo di vita. E’ un altro giorno nerissimo per l’Ilva, e soprattutto per i suoi operai, dopo il 30 ottobre, quando nel reparto Mof perse la vita Claudio Marsella, di soli ventinove anni, ed il 29 novembre, quando a morire fu Francesco Zaccaria, un gruista che era al lavoro nella zona portuale devastata dal tornado che quasi distrusse la fabbrica.

Solo pochi giorni fa, invece, il 16 febbraio, la paura ha avuto le forme del boato e del fumo nero sprigionatosi a causa di un guasto all’Altoforno 5. Meno di ventiquattro ore prima era stato nominato il nuovo direttore di stabilimento, l’ing. Antonio Lupoli. Stamattina, dopo la tragedia, a varcare la soglia dello stabilimento sono stati gli uomini dello Spesal oltre ai poliziotti della Squadra Mobile, al procuratore capo della Repubblica, Franco Sebastio, ed al sostituto procuratore di turno Ida Perrone. La Procura aprirà un’inchiesta, a stretto giro arriveranno i nomi dei primi indagati. Perchè c’è da capire come sia potuto accadere un incidente così grave, e cosa sia andato maledettamente storto, dietro i cancelli dello stabilimento.

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