14 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 13 Maggio 2021 alle 18:30:05

Cronaca

Taranto, i profughi in strada


Una valigia e 500 euro in tasca. Così i profughi vanno via dagli alberghi. Per loro è scaduto il mandato di accoglienza nelle strutture dell’area tarantina. 

Già ieri mattina una trentina di giovani hanno dovuto lasciare le stanze dell’Hotel Silvana dove erano stati alloggiati da circa due anni.

Ora sono finiti in strada e molti di loro non sanno dove andare. Senza un tetto, senza famiglia e con pochi euro in tasca per loro sarà difficile prospettare un futuro.

Una situazione disegnata già ad ottobre quando si guardava al 31 dicembre come data di inizio di una nuova emergenza sociale. Concessi i permessi di soggiorno, a novembre, si prolungarono di due mesi le autorizzazioni per rimanere negli alberghi di Taranto, Palagiano, Massafra e Pulsano.

Solo un rinvio del problema sociale che oggi emerge in ogni sua sfaccettatura. Ci sono oltre cento giovani che non sanno dove andare. Molti di loro già chiedevano l’elemosima agli angoli della strada, pur avendo un contributo giornaliero di 2,5 euro ed un tetto sulla testa. Ora per buona parte di loro la situazione peggiora. Sono in mezzo alla strada.

L’accoglienza per i profughi del Nord Africa è finita il 28 febbraio. Questa volta non c’è stata proroga. A stabilirlo è stata una circolare del ministero dell’Interno.

Ieri a Taranto, in 25 profughi, si sono riuniti presso l’Archetower (nella foto grande dello studio di Renato Ingenito) di via Venezia.
“Stigmatizziamo il comportamento delle Istituzioni locali preposte a garantire assistenza ai profughi – scrivono in una nota congiunta Libera Taranto ed Arci Taranto – che non hanno provveduto in tempo a creare le dovute condizioni, nonostante Libera, Arci e l’associazione Babele avevano da tempo rappresentato i possibili difficili scenari che la scadenza del decreto Nord Africa avrebbe comportato”. Presso l’Archeotower questi profughi hanno trovato una prima assistenza ed è stato loro offerto un pasto caldo a cura di una efficace collaborazione tra i volontari dell’Associazione Babele e ragazzi dell’Archeotower”.

In questo clima di emergenza i volontari hanno ottenuto che un tetto ed un ricovero per la notte sia stato garantito a questi profughi presso la struttura-dormitorio del Comune di Taranto “Cordignola” sita nel quartiere Salinella. “La soluzione trovata tampona la situazione – commenta anche Enzo Pilò dell’associazione Babele (nella foto piccola in alto) – resta però da capire come e dove sistemare gli altri”.

A Palagiano stamattina era stata individuata con il Comune un struttura per alloggiare i ragazzi. Ma senza un tetto da oggi sono anche i profughi ospiti a Pulsano.

A Taranto l’amministrazione si è impegnata ad assegnare ai profughi una struttura confiscata alla mafia. Le associazioni lanciano intanto l’appello per la raccolta delle coperte.

Sul fronte giudiziario, invece, Margherita Calderazzi ed Ernesto Palatrasio (nella foto in basso) dei Cobas sono stati condannati per la rivolta dei tunisini nel campo di Manduria del 2 aprile 2011. “Noi siamo onorati di aver contribuito a quella rivolta” commentano “rivendichiamo la giustezza delle nostre azioni e sottolineamo il fatto che grazie a quelle azioni il Governo si decise a concedere migliaia di premessi, seppure temporanei, ai profughi”.

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