22 Ottobre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 21 Ottobre 2021 alle 21:54:00

Cronaca

Le lacrime di Taranto al funerale di Ciro Moccia


Le lacrime dei familiari, il silenzio e la rabbia dei colleghi operai, la commozione dei tarantini. E ancora, le parole taglienti dell’Arcivescovo, la presenza del Sindaco e del Presidente della Provincia, il cuscino di fiori del Presidente della Repubblica. 

Scene già viste, purtroppo. Molte volte. Troppe. La chiesa di La chiesa di Santa Maria Galesa nel rione Paolo VI è colma di gente e di dolore. Per una morte atroce, assurda. Il feretro di Ciro Moccia, l’operaio Ilva che ieri è precipitato da un ponteggio, insieme ad un collega, Antonio Liddi di 46 anni, che ora è ricoverato in ospedale, ha richiamato ancora una volta l’attenzione degli italiani sul problema antico della sicurezza nei luoghi di lavoro.

Ma quello di oggi pomeriggio nel rione Paolo VI, dove l’operaio risiedeva con la famiglia, è il momento del dolore e della commozione. Ci sarà tempo per accertare le responsabilità. Su questo indaga la magistratura che ha già iscritto otto persone nel registro degli indagati.

Oggi è il giorno del lutto cittadino proclamato dal Sindaco Ippazio Stefano che insieme al Presidente della Provincia Gianni Florido e all’assessore regionale Lorenzo Nicastro ha presenziato al rito funebre celebrato da mons. Filippo Santoro.

Nelle facce dei familiari si legge lo smarrimento per un giorno inatteso. Il tutto mentre in chiesa riecheggiavano domande pronunciate mille volte in occasioni come questa: perché? Come è possibile morire in questo modo? 

Domande, ancora una volta, destinate a non aver risposta.

Le foto sono a cura di Maurizio Ingenito

funerale moccia

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