23 Ottobre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 22 Ottobre 2021 alle 22:39:00

Cronaca

Prove tecniche per l’Aia, arrivano le centraline


Nel giro di una settimana le centraline per il monitoraggio in continuo verranno installate. La decisione è stata assunta mercoledì durante il tavolo tecnico tenutosi presso l’assessorato regionale all’Ambiete di Modugno.

Un tavolo nato per riaprire le procedure di autorizzazione integrata ambientale concesse alle tre discariche del tarantino.

Ecolevante, Italcave e Vergine finiscono nella lente di ingrandimento di Regione, Provincia ed Arpa anche alla luce dell’ultima emergenza rifiuti scoppiata in Calabria che, come quelle della Campania e del leccese, è finita a Taranto.

I rifiuti degli stir d’oltre regione dal 2006 ad oggi arrivano puntualmente nelle discariche del tarantino.

La rivisitazione dell’Aia per i tre impianti servirebbe, quindi, a garantire misure più rigide a tutela dei territori circostanti dove, spesso, la puzza ha agitato gli animi dei residenti.  Per ogni discarica il tavolo regionale ha studiato le mosse da compiere.  Nell’immediato si agirà sulla discarica Vergine perchè nel giro di una settimana dovrebbero essere installate centraline per il monitoraggio in continuo dell’aria nelle immediate vicinanze dell’impianto ed a Lizzano, probabilmente nei pressi della scuola “Anna Frank” dove nelle ultime settimane si sono registrati i cattivi odori.

Un monitoraggio di trenta giorni per registrare eventuali sforamenti di emissioni odorigene ai limiti consentiti. Ma se ciò non dovesse bastare la Provincia ha già un asso nella manica per smascherare l’eventuale arrivo di rifiuti che possono provocare i cattivi odori.

All’Ecolevante viene richiesta la verifica sulle attività che la società intende mettere in atto per eliminare le criticità rilevate finora ed anche lì arriveranno le centraline.  Infine all’Italcave l’Arpa dovrà eseguire sopralluoghi per verificare le azioni messe in campo per limitare le emissioni odorigene. Un progetto già presentato dalla società nell’ottobre del 2011 e battezzato col nome di “Controlodor” per stimare gli impatti dell’attività di discarica sul territorio.

Poi anche lì il monitoraggio in continuo che non calcolerà la media delle emissioni, bensì l’andamento giornaliero degli odorigeni in maniera tale da captare esattamente l’inizio e la fine di eventuali superamenti. Un sistema utile anche ad individuare il tipo di rifiuto che può essere alla base dei cattivi odori.

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