Cronaca

Tragedia all’Ilva, le indagini verso una rapida svolta


Indagini rapide. E svolta vicina. La Procura accelera, sull’omicidio colposo – è il reato contestato a otto indagati – in Ilva di Ciro Moccia.

Attraverso una serie di accertamenti tecnici si vuole ricostruire la dinamica dell’incidente in cui l’operaio, napoletano ‘adottato’ dal rione Paolo VI, ha perso la vita.

Sono stati compiuti dei rilievi i cui risultati saranno posti all’attenzione della dottoressa Antonella De Luca, pm responsabile della sezione incidenti sul lavoro, la quale ha iscritto nel registro degli indagati otto persone tra uomini Ilva e dell’azienda appaltatrice Mr da cui dipende l’altro operaio, rimasto ferito, Antonio Liddi. La cui deposizione sarà un tassello importante dell’inchiesta.

Da Liddi, infatti, si vuole capire come siano davvero andate le cose all’alba di giovedì. I due operai, stando a quanto si è appreso, si trovavano su una passerella quando sarebbero scesi di una trentina di centimetri su una copertura di lamiere inadatta sia al transito, che al calpestio. La copertura ha ceduto, facendo precipitare Moccia e Liddi, finiti all’interno della batteria nove ferma per lavori di risanamento ambientale. Ieri è stato il giorno del dolore, ma anche della rabbia, in occasione dei funerali (nella foto dello studio Renato Ingenito). 

Stamattina, il comitato dei cittadini e lavoratori liberi e pensanti ha fatto volantinaggio, al rione Tamburi. All’esterno della scuola Vico, è stato diffuso un foglio con il quale si stigmatizza il comportamento del Comune in merito alla questione delle gallerie Ilva, perchè “minimizza sui pericoli e lascia tutto in un clima di incertezza”.

Criticata anche la possibilità di “trasferimento degli alunni in altre sedi, ancora sconosciute”, in merito alle concentrazioni di diossine rilevate nei pressi della scuola Deledda, oltre alla duplice ordinanza di “divieto di gioco” nelle aree verdi. In questo clima si chiudono le due procedure di cassa integrazione, ordinaria per crisi di mercato chiesta a metà novembre per un massimo di 1.900 unità, e quella in deroga per 1.100, e già avanza quella straordinaria per un massimo di 6.417 lavoratori sino al 2015. Martedì pomeriggio via alle trattative al ministero del Lavoro, mentre il mondo politico è alle prese con il rompicapo post-elettorale.

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