26 Settembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 25 Settembre 2021 alle 22:33:00

Cronaca

Truffa porta a porta. Nella rete cinque tarantini


Truffa della falsa beneficenza: cinque tarantini, tra i quali una minorenne, sono stati denunciati dai carabinieri. Nei guai due donne di trent’anni, rispettivamente presidente e vice di una associazione no profit, e altri tre giovani sorpresi mentre facevano la raccolta fondi. 

Chiedevano soldi dicendo che sarebbero stati destinati alle cure di una bimba affetta da una malattia rara ma in realtà raggiravano i benefattori.

E’ accaduto a Villa Castelli dove i carabinieri della locale stazione, diretti dal maresciallo Roberto Dammacco, hanno denunciato i cinque per truffa e abuso della credulità popolare. Partivano da Taranto, a bordo di una monovolume e raggiungevano centri delle province di Taranto e Brindisi ma anche della Basilicata.

Dalle indagini è emerso che si presentavano come volontari di un’associazione che ha sede nel capoluogo jonico chiedendo “porta a porta” contributi economici per aiutare la famiglia di una bambina affetta da una grave patologia alla spina dorsale. Ingenti le somme di denaro che venivano raccolte. Gli investigatori dell’Arma hanno stimato che in un mese sarebbero finiti nelle tasche degli organizzatori oltre 15mila euro.

I “collaboratori”, che venivano contattati con inserzioni on line, venivano retribuiti con 300 euro al mese. Nella mattinata di ieri i militari diretti dal maresciallo Dammacco hanno sequestrato 800 euro che erano state raccolte in poche ore. La famiglia della bimba era all’oscuro di tutto. I soldi non servivano per sostenere le spese per il delicato intervento chirurgico, a cui la piccola, alcuni mesi fa, è già stata sottoposta in Spagna, grazie anche a contributi donati ai suoi familiari da benefattori locali. Ora gli investigatori stanno indagando anche su un’altra raccolta fondi a favore di bimbi dell’India.

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