12 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 12 Maggio 2021 alle 17:00:38

Cronaca

Tre quintali di novellame donato agli istituti di beneficenza


Una importante operazione è stata condotta dagli uomini del Nucleo Operativo Difesa mare della Capitaneria di porto – Guardia Costiera di Taranto insieme a due pattuglie della locale Squadra nautica della Polizia di Stato. L’operazione è nata a seguito di una prolungata attività di monitoraggio condotta lungo la banchina di via Cariati della città ionica, per contrastare l’attività illegale di pesca e successiva commercializzazione del cosiddetto “novellame”.

In seguito alle indagini, condotte anche con appostamenti notturni nei principali luoghi di sbarco del prodotto ittico catturato illegalmente, gli uomini della Guardia Costiera di Taranto e quelli della locale Squadra nautica della Polizia di Stato hanno individuato movimenti sospetti nei pressi di un magazzino ubicato lungo via Cariati.

Fatta irruzione nel locale, hanno rinvenuto diverse cassette di “novellame”, per un quantitativo complessivo di circa 3 quintali, pronto per essere posto in commercio. Il prodotto sequestrato, avente un valore commerciale di oltre 9.000 euro, è stato, su disposizione della locale Autorità giudiziaria, donato a diversi Istituti di beneficenza locali.

Sempre nel corso della stessa operazione è stato istituito un posto di blocco subito all’uscita dalla città all’inizio della SS 106, per fermare e controllare i veicoli provenienti dal mercato galleggiante della banchina di via Cariati. Nel corso di uno di questi controlli, è stato fermato un Fiat Fiornino contenente a bordo diverse taniche di gasolio di contrabbando, prodotto immediatamente sequestrato insieme all’autoveicolo, risultato tra l’altro privo di documento di circolazione e copertura assicurativa, mentre il conducente del veicolo è stato denunciato alla Autorità Giudiziaria per contrabbando e ricettazione.

Venerdì mattinata, infine, la Capitaneria di porto di Taranto ha individuato due pescatori subacquei abusivi intenti alla raccolta illegale del riccio di mare in località Torre Ovo del litorale jonico. Il prodotto pescato pari ad oltre 3.500 ricci di mare è stato immediatamente reimmesso in mare perché ancora vivo, mentre ai due individui è stata contestata una sanzione amministrativa pecuniaria pari a 4.000 euro ciascuno.

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