Il caso

​Delusione a 5 Stelle: Michele e Fiorella, pentiti eccellenti​

L’attore Riondino e la cantante Mannoia delusi dal Movimento

Cronaca
Taranto mercoledì 09 gennaio 2019
di Enzo Ferrari*
Fiorella Mannoia
Fiorella Mannoia © n.c.

«Altro tradimento». Forse, meglio, “alto tradimento”. Michele Riondino si sfila ufficialmente dalla lunga lista di personaggi dello spettacolo di fede grillina.

Lui, la fede nel M5S l’ha smarrita. Si aspettava il miracolo ed invece il miracolo non c’è stato. Del “cambiamento” questo governo ormai ha solo l’etichetta. E il talentuoso attore tarantino, sponsor del Movimento Cinquestelle che aveva cavalcato l’onda anti-Ilva, ora è costretto a ricredersi. L’ultima perla sul via libera alle ricerche di petrolio nel Mar Ionio ha finito per trivellare ulteriormente la credibilità del M5S, almeno in Puglia. Lo stucchevole copione già seguito per Ilva e Tap («colpa del governo precedente») sembra non reggere più. E Riondino non è disposto ad accettare quello che a tanti appare ormai solo come uno slogan, uguale e contrario ai tanti slogan sui quali il M5S ha costruito il suo successo elettorale a queste latitudini.

«Come per la Tap e l’Ilva - dice Riondino in una intervista rilasciata a Repubblica - è sempre colpa del governo precedente. Ma adesso al potere ci sono loro, di cosa hanno paura, di un ricorso al Tar?». Per l’attore di Paolo VI non ci sono dubbi: il M5S pecca di «incompetenza». «Non sanno cosa vogliono - attacca - perché molti di loro non sanno perché sono lì».

La profezia: «Avanti così e il Movimento farà la fine dell’Italia dei Valori di Antonio Di Pietro. Tra Tap, Ilva e trivelle si sono giocati la Puglia». Già a settembre, all’indomani del passaggio di Ilva ad Arcelor Mittal, il “giovane Montalbano” aveva sbottato contro i parlamentari tarantini eletti col M5S : «Si devono dimettere». Per lui che il governo del cambiamento avesse portato a compimento il disegno dei governi precedenti era inaccettabile: «Hanno appena fatto quel che abbiamo rimproverato agli altri partiti». Riondino non è l’unico grillino pentito.

Mattia Feltri su La Stampa elenca altri pesonaggi da palcoscenico delusi dal partito di Grillo, Casaleggio, Di Maio e Dibattista: dagli attori Claudio Santamaria e Ivano Marescotti alla pasionaria della canzone: Fiorella Mannoia, tifosa pentastellata che a Taranto venne a cantare al primo concertone dei Liberi e Pensanti, il comitato che ha piazzato candidati e raccolto voti per il M5S. Oggi Fiorella dice di averne le scatole piene «di tutti quelli che sfruttano la sofferenza umana per arricchirsi o per raccattare voti, chiunque essi siano». Morale: meglio eccellere come attori e cantanti che indurre migliaia di elettori a votare per tizio o caio e poi risvegliarsi bruscamente come disincantati profeti delle illusioni.

Enzo Ferrari
Direttore responsabile

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I commenti degli utenti
  • Fago giuseppe ha scritto il 09 gennaio 2019 alle 17:25 :

    Finalmente e suonata la sveglia Rispondi a Fago giuseppe

  • Alex ha scritto il 09 gennaio 2019 alle 09:15 :

    Siete solo una Gran massa di pecore Rispondi a Alex