Il caso

​«No alle trivelle: salviamo i delfini»​

Non si fermano le polemiche dopo le ultime autorizzazioni

Cronaca
Taranto giovedì 10 gennaio 2019
di La Redazione
Delfini nel Mar Ionio
Delfini nel Mar Ionio © Tbs

«Grazie al decennale lavoro di raccolta dati effettuato in mare dalla Jonian Dolphin Conservation, in collaborazione con il Dipartimento di Biologia UNIBA e con il CNR-ISSIA di Bari, da marzo scorso a Taranto è stato avviato il percorso per l’istituzione della “Oasi Blu del Golfo di Taranto”.

È una iniziativa che vede come attore principale il Comune di Taranto il quale ha istituito, dimostrando particolare lungimiranza, un tavolo di lavoro attorno cui siedono, oltre alla stessa Jdc, la Marina Militare Italiana, la Capitaneria di Porto, il CNR Talassografico e l’Università di Bari. Purtroppo, proprio nello stesso periodo in cui sul nostro territorio sono in atto importanti sforzi per creare questo strumento di tutela e salvaguardia del nostro ecosistema marino, nel resto della Nazione si discute delle nuove concessioni petrolifere che, producendo effetti devastanti per il Golfo di Taranto, sono sicuramente incompatibili con le sue caratteristiche territoriali e con il futuro ecosostenibile delle tre regioni costiere.

“Prospettive non Prospezioni”: ecco cosa ci vuole per il Golfo di Taranto, la più importante baia storica del Mediterraneo. Per questo è necessario accelerare tutti gli iter amministrativi per la “Oasi Blu” dimostrando così che la città di Taranto, la Regione Puglia e le altre due Regioni (Basilicata e Calabria) che si affacciano sul Golfo di Taranto, oggi vogliono determinare il destino dei loro territori e vogliono un futuro “green” per i loro figli». Ad intervenire sul tema ‘trivelle’ è Carmelo Fanizza, presidente Jdc. #iostoconidelfiniditaranto è la campagna social del Wwf Puglia; anche per l’associazione “nuove concessioni petrolifere mettono in pericolo il mar Jonio.

«Di Maio poteva autorizzare o bloccare tutto con un decreto e le aziende non avrebbero avuto nulla da eccepire. Adesso nel momento in cui dicono di voler bloccare le autorizzazioni precedentemente date espongono lo Stato a dover dare risarcimenti milionari. È irresponsabile dire adesso di voler bloccare le autorizzazioni, bisognava farlo prima»: lo ha detto l’ex viceministro allo Sviluppo Economico, Teresa Bellanova, in un’intervista a InBlu Radio, il network delle radio cattoliche della Cei, in merito alle trivellazioni nello Ionio. Ad intervenire anche Giampiero Mancarelli, segretario provinciale Pd: «Le ultime autorizzazioni firmate dal Mise, gestione Di Maio, sui permessi di ricerca in mare degli idrocarburi rappresentano l’ultima giravolta posta in essere dall’attuale Governo. Infatti, dopo la giravolta compiuta su Ilva, salvata per fortuna, e su Tap, autorizzata, arriva l’ultima decisione in ordine di tempo che sancisce il passaggio dalla becera propaganda alla dura realtà».

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