Il processo

​Ambiente Svenduto, scintille tra avvocati​

L’ultima udienza caratterizzata anche dal gelo nell’aula

Cronaca
Taranto giovedì 10 gennaio 2019
di Annalisa Latartara
Una udienza del processo Ambiente Svenduto
Una udienza del processo Ambiente Svenduto © Tbs

Ripresa fra gelo dell’aula e scintille fra legali del Codacons e degli imputati. Il processo “Ambiente Svenduto” prosegue con l’esame di testi e periti delle parti civili.

Nell’udienza di martedì sono stati interrogati i periti del Codacons, professori Matteo Vitali e Agostino Messineo. Il Codacons, rappresentato dall’avvocato Carlo Rienzi, presidente e fondatore, ha chiesto i danni per malattie e decessi determinati, secondo la tesi supportata da alcune perizie, dall’inquinamento dell’Ilva. Neoplasie, diabete, patologie del sistema nervoso, dell’apparato respiratorio, di quello riproduttivo maschile e femminile, disturbi dell’umore e altro ancora. Un elenco di danni alla salute riportati da una quindicina di pazienti (una donna è morta alcuni giorni fa, ha riferito l’avvocato Rienzi), ex lavoratori del siderurgico e residenti a Taranto, il cui carteggio è stato sottoposto alla prova del contraddittorio.

I legali della famiglia Riva e dei vertici dello stabilimento, avvocati Pasquale Annichiarico e Stefano Loiacono, hanno eccepito la carenza e, in alcuni casi, anche l’assenza di documentazione medica e di altro genere, tesa a dimostrare l’esposizione alle emissioni nocive del siderurgico. I toni dello scontro si sono alzati quando l’avvocato Annichiarico prima e l’avvocato Loiacono successivamente hanno contestato la documentazione di due malati di tumore. Plateale la prima volta la reazione di Rienzi che si è tolto la toga preannunciando l’abbandono dell’aula. La seconda volta, rivolgendosi al presidente Stefania D’Errico, ha ribattuto: “Continuano a fare domande su dati documentali”. Immediata la replica di Loiacono: “Su questi casi non c’è un dato documentale che dimostri l’esposizione all’inquinamento industriale e nemmeno la residenza a Taranto per dieci anni o il tipo di lavoro svolto”.

Le diatribe hanno riguardato una donna a cui è stato diagnosticato un tumore alla tiroide del 2014, residente a Taranto fino al 1993 “quando non la famiglia Riva ma lo Stato era proprietario dello stabilimento siderurgico”, hanno evidenziato i difensori degli imputati. L’esame dei testi delle parti civili proseguirà anche oggi e dovrebbe esaurirsi lunedì prossimo, stando ai tempi previsti fino a ieri. Quindi l’esame degli imputati che hanno fatto richiesta dovrebbe (il condizionale è sempre d’obbligo) iniziare martedì. L’ordine non è stato ancora deciso ma si dovrebbe procedere seguendo l’ordine dell’elenco degli imputati. A parte le immancabili schermaglie, a farla da padrone nelle ultime udienze è il freddo polare.

L’aula della Corte d’Appello, dove il processo è stato trasferito da un mese per l’inagibilità dell’aula bunker della vecchia sede (causa un guasto all’impianto elettrico), è un vero e proprio frigorifero e per fronteggiare la temperatura gelida non basta indossare cappotti e piumini, sotto o sopra la toga. Così, infatti, sono costretti a lavorare avvocati, pm, cancellieri, giudici togati e popolari della Corte d’Assise, testimoni, forze dell’ordine e chiunque debba stare in aula per lunghe ore. Ieri pomeriggio, il professor Messineo, durante la sua deposizione durata alcune ore, ha chiesto il suo piumino non essendo sufficiente a difendersi dal freddo la trapunta che indossava. Qualcuno ha preso il raffreddore o il mal di testa. Non è difficile ammalarsi considerando che la temperatura interna anche ieri non era diversa da quella esterna. Infatti, uscendo non si percepiva alcuna differenza. Singolare il destino di questo processo.

Diverse udienze della fase preliminare si sono svolte nella palestra dei Vigili del fuoco trasformata in un forno crematorio con oltre 40 gradi tanto da rendere impossibile la chiusura delle porte. Il dibattimento si tiene in un’aula frigorifero dove a “riscaldare” l’atmosfera ci pensano le diverse parti processuali con una dialettica molto accesa. I toni, però, non incidono sulla temperatura.

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