Il processo

​Ambiente Svenduto, 23 imputati chiedono di essere interrogati​

Dirigenti dello stabilimento e politici

Cronaca
Taranto sabato 12 gennaio 2019
di La Redazione
Processo ​Ambiente Svenduto
Processo ​Ambiente Svenduto © Tbs

Sono 23 gli imputati del processo “Ambiente Svenduto” che hanno chiesto di sottoporsi al fuoco incrociato delle domande. Come stabilito nell’udienza del 9 gennaio, sarà seguito l’ordine dell’elenco degli imputati, quindi il primo ad essere esaminato sarà l’ingegnere Luigi Capogrosso, direttore dello stabilimento siderurgico di Taranto fino a luglio 2012.

Rassegnò le dimissioni circa un mese prima della bufera giudiziaria iniziata il 26 luglio di sette anni fa col sequestro degli impianti dell’area a caldo e i primi arresti. Fra gli altri hanno chiesto di essere esaminati gli ingegneri che ricoprivano il ruolo di capi area all’epoca dei fatti contestati, Marco Andelmi (parchi) Ivan Di Maggio (cokerie), Angelo Cavallo (area agglomerato) e Salvatore D’Alò (acciaierie), uno dei legali amministrativisti dei Riva, avvocato Francesco Perli. In considerazione dell’ordine che sarà seguito, si comincerà con gli imputati per i reati ambientali. Hanno deciso di essere ascoltati anche l’ex rettore del Politecnico professor Lorenzo Liberti, l’ex direttore generale dell’Arpa Puglia professor Giorgio Assennato e i principali esponenti politici finiti sotto accusa, l’ex governatore Nichi Vendola, l’ex assessore regionale Nicola Fratoianni, il dirigente del settore ambiente dell’epoca Antonello Antonicelli, l’ex presidente della Provincia Gianni Florido, l’ex assessore provinciale all’ambiente Michele Conserva.

L’inizio degli interrogatori sembra sempre più probabile a partire dall’udienza di martedì prossimo. Lunedì, infatti, dovrebbe esaurirsi la lista testi delle parti civili. Fra coloro che sono stati sentiti il 9 gennaio anche Alessandro Marescotti di Peacelink già citato in una delle prime udienze come teste dell’accusa.

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