26 Ottobre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 26 Ottobre 2021 alle 09:51:00

Cronaca

Ora anche vino e latte. Ghirardini pigliatutto


TARANTO – Prima il noto elisir, ora anche vino e latte.  Francesco Ghiradini, imprenditore bresciano che ha rilevato la Borsci salvandola dal fallimento, ora punta su altre aziende che rischiano grosso.  

La Centrale del Latte e la Cantina sociale di Locorotondo sono alcune delle società, notoriamente in difficoltà, con cui ha già avviato contatti.

Il progetto è quello per la creazione di un polo industriale e commerciali in Puglia che punti sulle eccellenze agroalimentari.

Sulla scorta dell’esperienza vissuta con la Borsci Liquori, ora l’imprenditore che è riuscito a confermare la cassa integrazione del 2012 ai venti dipendenti della fabbrica tarantina dell’elisir San Marzano, probabilmente, conta di salvare anche altre società.

La Centrale del Latte tarantina messa in ginocchio dalla crisi e la Cantina di Locorotondo già all’asta sembrano viaggiare verso un triste destino.

Ghirardini si fa paladino in questa fase di crisi economica profonda.

“E’ intendimento – scrive in una nota – creare un polo industriale e commerciale in Puglia con sede sul territorio ionico. Infatti diverse sono state le trattative in corso finalizzate a questo obiettivo concreto nel settore agro-alimentare, una fra queste è la Cantina sociale di Locorotondo, marchio storico nell’ambito vinicolo e la Centrale del Latte di Taranto. Dopo aver ottenuto lo sblocco dei fondi per la cassa integrazione straordinaria a favore dei lavoratori e quindi aver dato di nuovo una certa stabilità produttiva alla Borsci Liquori per il noto elisir San Marzano, nuove prospettive sul territorio pugliese si stanno delineando finalizzate alla realizzazione di una holding agro-alimentare. Attraverso una conferenza stampa verranno delineate più nel dettaglio le strategie aziendali e percorsi futuri, mi auguro, denso di soddisfazioni per una terra, quella pugliese, che merita la massima considerazione in termini di investimento umano ed economico”.
Ghirardini, quindi, punta sui marchi con un certo appeal anche all’estero e che hanno fatto la storia della produzione pugliese e tarantina in particolare.

In questa operazione suo braccio destro è Martino Miali, martinese, già consigliere comunale del Comune della Valle d’Itria, che è supervisore e gestore amministrativo della Borsci Liquori 1840 srl.  Un intermediario, insomma, nelle trattative di cui Ghirardini parla nella sua nota.

In verità l’imprenditore bresciano aveva lanciato già questo suo progetto di diversificazione della produzione quando a dicembre aveva annunciato la ripresa della produzione alla Borsci. Da queste colonne diceva: “Si può e si deve variegare la produzione”.
Ha rilevato anche la Streglio, nota azienda di produzione del cioccolato con la quale intenderebbe fondere la produzione della Borsci per creare nuovi prodotti alimentari che sostanzialmente puntano sulla qualità e su grandi marchi. Anche le bollicine di Francia Corta potrebbero rientrare in questo mega progetto industriale che vedrebbe nell’area ionica la sede ideale.

In un momento di crisi che ha già portato numerose aziende a chiudere i battenti, ovviamente l’arrivo di nuovi investitori non può che essere una buona notizia per il territorio.

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