Le indagini

​Incidente con tre morti, chiesto il processo​

Nello schianto morirono un bimbo di 4 anni, la mamma e la nonna

Cronaca
Taranto domenica 13 gennaio 2019
di La Redazione
Il luogo del disastro
Il luogo del disastro © Tbs

All’indomani della tragedia in tanti avevano gridato allo scandalo per lo “stop della vergogna” installato in quell’incrocio “maledetto” tra via Madonna della Grazie e via Ninni, a Laterza, dove il 21 marzo 2018, hanno perso la vita il piccolo Tommaso Gallitelli, di neanche quattro anni, la mamma Anna, di 23, e la nonna Rosaria, di 58.

Ma ora anche la magistratura chiama l’Amministrazione comunale, proprietaria di quelle strade, a rispondere per quel segnale stradale “fai da te” vecchio di decenni, dallo sfondo sbiancato dalle intemperie e pressoché invisibile, con la scritta “spruzzata” a mano con vernice spray e senza alcuna segnaletica orizzontale o verticale di preavviso prima della pericolosa intersezione: un “lusso”, peraltro, rispetto allo “stop” sul lato opposto della strada, candido come la neve e privo anche della scritta. Gravi lacune che hanno quanto meno concausato il sinistro.

Il pm Raffaele Graziano, alla chiusura delle indagini preliminari, ha infatti chiesto il rinvio a giudizio per omicidio stradale in concorso, oltre che per i conducenti dei due veicoli convolti, per il responsabile del settore Lavori pubblici del Comune di Laterza e il gup Giuseppe Tommasino ha fissato l’udienza preliminare per il 17 maggio 2019. Subito dopo il drammatico incidente sono scoppiate le polemiche per le gravi carenze della segnaletica orizzontale e verticale in quell’incrocio con particolaIl gup ha fissato l’udienza preliminare per il 17 maggio re riferimento a via Madonna delle Grazie: carenze implicitamente ammesse dal Comune stesso, che il 29 marzo, al solito troppo tardi, ha sostituito lo “stop della vergogna” con un cartello degno di tal nome, con lo sfondo rosso sgargiante finalmente visibile.

La Procura, con il pm Graziano ha aperto un fascicolo per omicidio stradale plurimo iscrivendo nel registro degli indagati i conducenti dell’auto e del camion. I familiari delle vittime, attraverso il consulente personale Luigi Cisonna, si sono affidati a Studio 3A, società specializzata a livello nazionale nella valutazione delle responsabilità in ogni tipologia di sinistro, a tutela dei diritti dei cittadini.

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