Giornata dei Licei

​L’invito di Violante: tornare al confronto​

L’ex presidente della Camera all’Aristosseno

Cronaca
Taranto lunedì 14 gennaio 2019
di Enzo Ferrari*
Luciano Violante
Luciano Violante © Tbs

«Le leggi finché ci sono vanno rispettate. Se non ci piacciono, si fa la battaglia politica per cambiarle. Ci sono anche gli strumenti giuridici per farlo, ma io preferisco sempre la via politica, perché è la politica che sposta le forze e le opinioni. E anche l’obiezione di coscienza non può essere arbitraria ma deve essere esercitata nei casi previsti dalla legge. In questo senso mi sento più vicino a Creonte, che preferì la ragione di Stato alle ragioni individuali di Antigone. In ogni caso starei attento a parlare di leggi immorali. Ci sono leggi sbagliate, più che immorali, e la parola “morale” la userei con parsimonia perché usarla troppo ne logora il senso e ne fa perdere l’efficacia».

Luciano Violante si conferma politico, seppure non più attivo, di raffinata levatura culturale. Viaggia dalle tragedie greche allo scontro sui migranti, cita i Vangeli e colloca la scelta tra Barabba e Gesù in un problema di scarsa informazione del popolo, cioé dell’opinione pubblica. Pur distinguendo tra informazione e conoscenza. Ospite del Liceo Aristosseno in occasione della Notte Nazionale del Liceo Classico, l’ex presidente dela Camera dei Deputati, presentato dal dirigente scolastico Salvatore Marzo, ha parlato del suo libro “Giustizia e mito: con Edipo, Antigone e Creonte” (Il Mulino), scritto con Marta Cartabia. Ma la presentazione del libro, davanti all’attenta platea di studenti e docenti, è solo un pretesto. Un pretesto per suggerire riflessioni, non fermarsi in superficie e invitare alla ricerca del confronto che oggi sembra scomparso dalle modalità dell’agire politico.

E soprattutto, è un invito a comprendere anche le ragioni dell’altro, perché anche l’avversario può avere ragione: «L’altro, si chiami Lega, Cinquestelle o Pd, è impossibile che abbia sempre torto. La fatica di spiegare le proprie ragioni è l’essenza della politica. Io diffido di chi propone soluzioni. Il compromesso è l’intelligenza di cedere su alcuni punti per capire l’altro». «Nella mia prima esperienza parlamentare - ha raccontato Violante - mi colpì un segretario d’aula, alla Camera, che ad un esuberante mio collega di partito che inveiva contro gli avversari disse: “Siamo qui per parlare con quelli che non la pensano come noi”. Fu per me un grande insegnamento. Oggi si è chiusi in una bolla: ognuno sta con chi la pensa come lui, mentre la politica è proprio discussione con chi ha idee diverse. La funzione del Parlamento sta proprio in questo».

L’incontro con Violante - al quale è intervenuto anche il rettore dell’Università di Bari, Antonio Felice Uricchio - si rivela una corroborante scintilla che accende il fuoco di verità che bruciano. Anche quelle più difficili da accettare. «Le leggi razziali - ha ricordato - furono approvate all’unanimità dalla Camera e al Senato ci furono appena sedici tra astenuti e contrari. L’Italia preferì girare la testa dall’altra parte».

Parole che incidono, perché pronunciate da chi è nato in un campo di concentramento (in Etiopia, in un campo inglese) da padre comunista e madre ebrea e da chi è stato amico di Primo Levi. Infine, a margine dell’incontro, un pensiero su Taranto: «Non ci si può fossilizzare solo sulla vicenda Ilva. Lo scontro tra ambientalisti e industrialisti continuerà chissà ancora per quanto e per uscire da questo conflitto bisogna valorizzare le altre risorse che ha questa città. Qui c’è un museo straordinario, tra i più importanti d’Europa. Ho faticato a convincere miei amici tedeschi in vacanza in Puglia a visitare il MarTa. Non volevano venirci perché identificavano Taranto con l’Ilva. Poi l’hanno visitato e tornati in Germania hanno convinto altri loro amici e venire qui. Valorizzando queste risorse riusciremo a superare anche l’altro problema».

Enzo Ferrari
Direttore Responsabile

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